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Planet Farms inaugura alle porte di Milano la più grande Vertical Farm d'Europa con il sostegno di Partner d'Eccellenza

21 Novembre 2021

Planet Farms ha ufficialmente consegnato alla comunità la più grande Vertical Farm europea alla presenza, tra gli altri, di alcune tra le più importanti figure istituzionali, quali il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti e la Professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi, Pro-rettore dell’Università Cattolica di Milano.

L’evento, alla cui realizzazione hanno contribuito partner del calibro di Travaglini S.p.a., Repower, BMW, Signify e Sirti, ha aggregato personalità del mondo politico, della cultura, esponenti della società civile, del mondo dell’industria e della finanza.

Oggi è un giorno di festa, è il giorno in cui consegniamo alla comunità un nuovo paradigma alimentare che in futuro consentirà di garantire a tutti l’approvvigionamento, 365 giorni l’anno, di un cibo buono, sano e rispettoso dell’ambiente. Dobbiamo ringraziare i partner che ci hanno accompagnato in questo evento così emozionante” hanno dichiarato i due fondatori, Luca Travaglini e Daniele Benatoff.

Ho profondamente apprezzato la presentazione spettacolare e soprattutto il valore dei contributi dei singoli relatori e la loro profonda competenza.  Oggi sono orgoglioso di aver preso parte a questa manifestazione a celebrazione di un sogno lungamente condiviso e finalmente realizzato, quello di un nuovo paradigma dell’agricoltura” ha commentato, non senza misurata emozione Roberto Travaglini, Presidente di Travaglini S.p.A..

Dal canto suo Fabio Bocchiola, Amministratore Delegato di Repower Italia ha commentato: “Una giornata importante per Planet Farms e la compagine di aziende che hanno creduto fin dal primo momento in questo progetto e nelle persone che lo hanno portato avanti. Tra queste realtà c’è anche Repower, che ha deciso di investire in questa tecnologia perché coerente con la nostra idea di sostenibilità e di vera innovazione. Come Repower non abbiamo solamente investito in Planet Farms ma abbiamo colto la grande apertura dell’azienda verso tematiche attuali ma che possono apparire lontane dalla loro mission: per questo l’impianto di Cavenago ospita un mobility hub, un punto di ricarica per auto elettriche e biciclette a pedalata assistita, in modo da aprire il più possibile questa importante realtà industriale alle nuove forme di mobilità sostenibile”.

Siamo orgogliosi della partnership con Planet Farms ed entusiasti di inaugurare oggi l’impianto di vertical farming più grande in Europa. Le coltivazioni cresceranno fresche 365 giorni l’anno in ambienti controllati, senza l’uso di pesticidi e con un risparmio di acqua del 97%: la risposta sostenibile al futuro dell’agricoltura.” Ha detto Daniel Tatini, Amministratore Delegato Signify Italia, Grecia e Israele.

Siamo orgogliosi di essere partner di Planet Farms nella realizzazione del più grande stabilimento di vertical farming in Europa, ha commentato Benedetto Di Salvo, responsabile di Sirti Digital Solutions. ”Una testimonianza della nostra volontà di fare la differenza in termini di sostenibilità. Si tratta di un progetto innovativo, unico nel suo genere, che ha rivoluzionato il settore dell’agricoltura con una forte attenzione all’ambiente caratterizzato da una riduzione dei consumi delle risorse primarie come l’acqua, il territorio e l’energia. L’implementazione dello stabilimento di Cavenago, nasce dall’ integrazione di una serie di competenze digitali, capacità operative e tecnologie di ultima generazione, tra cui Internet of Things, blockchain e Intelligenza Artificiale e rappresenta un esempio tangibile di innovazione nell’ambito del Building 4.0

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Così con Open Challenge e Imprenditivity puntiamo su Startup & PMI

Intervista di Open Innovation al Vice President Innovation & Marketing di Sirti sul progetto avviato con Regione Lombardia La prima risposta alla sfida lanciata da Sirti è arrivata, ed è positiva. Sirti – società attiva nei settori TLC, Soluzioni Digitali per le aziende, Energia e Trasporti – nei mesi scorsi ha lanciato una Call to action articolata in 5 challenge e rivolta a Startup e PMI, per realizzare insieme uno o più progetti che aiutino a crescere sia l’azienda sia tutte le realtà che vorranno accompagnarla in questo processo di innovazione aperta. Lo ha fatto in collaborazione con Regione Lombardia, sulla pagina dedicata di Open Innovation “Open Challenge”. A febbraio l’azienda ha potuto incontrare startup e PMI che hanno risposto alla sua Call per dare corpo alle idee, selezionate tra quelle proposte dai dipendenti della stessa Sirti con la prima fase di Imprenditivity. Abbiamo parlato di questo incontro con Pietro Mimmo Urbano, Vice President Innovation & Marketing di Sirti. Anzitutto, le soluzioni proposte hanno risposto alle aspettative di Sirti? “Siamo contenti del livello di qualità delle startup e del modo in cui hanno interpretato le nostre challenge. Le presentazioni alle quali abbiamo assistito, in occasione della Startup Arena di Imprenditivity dello scorso 11 febbraio, hanno trasmesso un ottimo grado di esperienza e professionalità da parte di tutti i partecipanti. Allo stadio attuale non siamo ancora entrati nel dettaglio tecnico delle soluzioni e non è stata ancora esaminata la loro sostenibilità economica. Questi sono aspetti che verranno analizzati nella fase finale appena cominciata, quella di Business Planning”. Quali sono gli aspetti di innovazione tecnologica delle startup/PMI che accedono alla fase finale che più vi hanno colpito positivamente? “Tutte le startup arrivate a confrontarsi nella fase finale della selezione sono dotate di soluzioni ritenute interessanti dal punto di vista del grado di innovazione tecnologica. Come ci si può immaginare, le peculiarità emerse in termini di innovazione tecnologica sono differenti a seconda della specifica Challenge: sulla quella Field Data Feedback ha fatto breccia la tecnica di gestione della conoscenza mediante approccio statistico, su Digital Safety abbiamo apprezzato la capacità di gestione della documentazione digitale ma anche gli asset fisici della sicurezza come i DPI; sulla Challenge MENS abbiamo apprezzato il modello di ‘go to market’ suggerito, che fa leva su un nuovo trend che sta influenzando i quadri normativi delle municipalità in materia di sanzionamento dei mezzi inquinanti; per la Challenge Sirti Global Village abbiamo apprezzato l’interessante fusione tra funzionalità a disposizione della community aziendale e funzionalità di HR analytics; infine per la Challenge Control Drones ha colpito la capacità della soluzione di semplificare l’impiego dei droni, in modo da renderli utilizzabili in maniera efficace e sostenibile anche da parte di personale non ‘iper-specializzato’”. Che valutazione dareste del modello di Open Innovation adottato, in base a questa esperienza? “Siamo convinti del potenziale offerto dal modello implementato che, ricordiamo, è un format inedito disegnato al nostro interno come sintesi delle migliori esperienze di partecipazione a progetti di terze parti e di progetti di engagement lanciati da qualche anno a questa parte. Il suo punto di forza sta nella capacità di creare un ponte tra l’ecosistema delle professionalità interne all’azienda e quello esterno delle startup e delle PMI. Il primo, consapevole dei bisogni reali dell’azienda, spesso rappresenta una miniera di potenziale bloccato dalle attività di routine; il secondo, veloce e capace di portare novità tecnologiche, è invece in cerca di scenari reali e di larga scala in cui confrontarsi e di clienti che siano in grado di giocare anche un ruolo di abilitatore allo sviluppo. Siamo ancora al primo ciclo di utilizzo di questo format e sicuramente alcuni aspetti sono passibili di miglioramenti, ma siamo già molto contenti della risposta che abbiamo ottenuto dai colleghi nella fase di ‘call for ideas’ e successivamente dalle startup nella ‘call4startups’. Ora ci apprestiamo ad affrontare ‘l’ultimo miglio’ con la fase di Business Planning e speriamo tutti di riuscire a concluderla potendo dare seguito all’implementazione di almeno un progetto”. Per quel che riguarda Imprenditivity, Sirti è soddisfatta della risposta alla Challenge, dal punto di vista qualitativo e quantitativo? “Siamo decisamente soddisfatti di come sta procedendo il programma. Con le quasi 90 proposte progettuali raccolte nella fase di creatività e con le 37 candidature ricevute da startup e PMI, Imprenditivity per noi è una grande palestra di progettualità e al contempo una grande opportunità di creare stimoli positivi per i nostri dipendenti, rendendoli protagonisti dei processi di innovazione. Ma soprattutto è un modo innovativo per raggiungere risultati concreti in termini di nuove soluzioni esplorate e implementate, grazie a una rete di partner innovativi e di qualità che continua ad aumentare di estensione. Il bilancio a oggi è senz’altro positivo e per questo dobbiamo ringraziare i colleghi che hanno partecipato numerosi alla call for ideas, le startup che si sono candidate e i partner come Regione Lombardia che ci hanno aiutato ad aumentare il potenziale di successo del programma”. Versione originale dell’intervista.

Sirti e Cradlepoint consolidano la propria partnership sul 5G all'interno di Sirti Digital Lab

Sirti è partner strategico di Cradlepoint per lo sviluppo di soluzioni 5G: connettività affidabile, sicura e a prova di futuro. Nasce un nuovo progetto congiunto sul 5G firmato da Sirti, hub di innovazione nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete, e Cradlepoint, società del Gruppo Ericsson specializzata in soluzioni wireless edge per reti 4G Lte e 5G, all’interno del Sirti Digital Lab, vero e proprio laboratorio di Ricerca & Sviluppo dove si studiano e integrano tecnologie digitali innovative. Il progetto permette di rafforzare la solida partnership tra le due aziende e fa leva su un percorso di co-creazione, che vede la business unit Sirti Digital Solutions e Cradlepoint mettere a fattor comune le proprie competenze in ambito 5G e reti di ultima generazione. Il progetto del Sirti Digital Lab ha visto l’attivazione di un ambiente in scala ridotta con le principali tecnologie Cradlepoint, con un focus particolare sul 5G, tutto gestito attraverso la piattaforma di management cloud native di Cradlepoint, NetCloud. Dopo una prima fase pilota, il Sirti Digital Lab è ora in grado di delineare le strategie di trasformazione digitale e studiare soluzioni di system integration per accelerare il go to market di nuovi servizi che puntano a garantire l’affidabilità della connettività, ovunque e senza interruzioni. La partnership con Cradlepoint rafforza il ruolo di Sirti nell’ultimo segmento della filiera che porta il 5G direttamente alle aziende private e pubbliche, per connettere filiali, punti vendita, siti, veicoli, persone e dispositivi IoT. Benedetto Di Salvo, Head of Sirti Digital Solutions del Gruppo Sirti, dichiara: “Grazie al PNRR si aprono per Sirti ulteriori prospettive di crescita e sviluppo nel settore che ci vedranno come attori protagonisti del 5G in Italia. In questo quadro siamo felici di poter rafforzare, all’interno del Sirti Digital Lab, la partnership e supportare la strategia di sviluppo delle soluzioni 5G di Cradlepoint, di cui siamo da tempo partner”. “L’adozione di nuove tecnologie è la chiave per lo sviluppo e la crescita. Oggi, ancora più che in passato, l’innovazione ha un ruolo centrale per il business”, spiega Lorenzo Ruggiero, Area Director Southern Europe di Cradlepoint. “La collaborazione con Sirti mostra concretamente come le soluzioni di rete wireless 5G svolgeranno un ruolo fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese nei prossimi mesi. Siamo felici di condividere questo percorso con Sirti”. Sirti S.p.A. - Sirti è un hub di innovazione nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete. Fondata nel 1921, opera nei settori delle Telecomunicazioni, Energia e Digital Solutions con circa 3.800 dipendenti. Cradlepoint - Cradlepoint è leader mondiale nelle soluzioni wireless edge 4G LTE e 5G gestite dal cloud. Fondata nel 2006 e acquisita da Ericsson nel 2020, opera come filiale autonoma all’interno del dipartimento Business Area Technologies & New Businesses di Ericsson.