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Dall'asset alla sovranità: perché le infrastrutture sono tornate al centro della competizione sull'AI

28 Luglio 2026

Le infrastrutture sono il cuore dell’era AI. Uno dei cambiamenti più significativi che stiamo vivendo nel nostro settore. Questo è uno dei messaggi che ha portato Massimiliano De Carolis, CEO di Sirti Digital Solutions S.p.A., in un recente confronto a Telco per l’Italia sul futuro delle infrastrutture digitali. Il CEO ha richiamato una riflessione basata su un insieme sempre più ampio di evidenze: una parte del valore si sta spostando dai modelli puramente capital-light verso capacità fisiche e infrastrutture difficili da replicare. Reti, data center, sistemi energetici, cybersecurity, capacità computazionale e infrastrutture industriali stanno tornando a essere percepiti come asset scarsi, strategici e indispensabili per costruire la prossima generazione di servizi digitali. Tra gli studi che hanno codificato questa dinamica, Goldman Sachs l'ha definita ‘’HALO Effect’’: Heavy Assets, Low Obsolescence. Sono ‘’HALO’’ quei business che combinano una base significativa di capitale fisico, protetta da barriere legate al costo, alla regolamentazione, ai tempi di costruzione o alla complessità ingegneristica, con asset la cui rilevanza economica tende a sopravvivere ai singoli cicli tecnologici. Un messaggio chiaro: nell'era dell'AI, il valore non risiede soltanto negli algoritmi, ma sempre più nelle infrastrutture che li rendono possibili. Reti, data center, cybersecurity ed energia tornano ad essere asset strategici per costruire la prossima generazione di servizi digitali. I numeri confermano la lettura L'analisi di Goldman Sachs mostra che il paniere europeo delle società Capital Intensive ha sovraperformato quello delle società Capital Light di circa il 35% dall'inizio del 2025. Parallelamente, il divario di valutazione tra i due gruppi si è quasi completamente chiuso. L'aspetto più rilevante è che la convergenza non è stata determinata principalmente da un crollo generalizzato delle valutazioni delle società capital-light. È stata trainata soprattutto dal re-rating delle società capital-intensive, a cui il mercato sta riconoscendo maggiore valore in termini di scarsità, resilienza, capacità produttiva e rilevanza strategica. Il multiplo forward P/E delle società europee capital-intensive è risalito da circa 9 volte, nel punto di minimo del 2020, a circa 16 volte nel 2026, avvicinandosi ai livelli delle società capital-light. Lo sconto, che in passato aveva raggiunto valori prossimi al 50%, si è ormai fortemente ridotto. Non si tratta necessariamente della fine del modello asset-light. Si tratta della fine dell'idea che l'infrastruttura sia una componente indistinta, abbondante e facilmente sostituibile. Perché sta succedendo: l'AI non è solo codice Il paradosso è che è proprio l'intelligenza artificiale a guidare questa inversione. L'AI richiede calcolo, reti, fibra, cybersecurity, data center, energia: è capex fisico, con una scarsità reale. I cinque grandi hyperscaler americani investiranno circa 1.500 miliardi di dollari tra il 2023 e il 2026 in data center, energia, reti e raffreddamento. Amazon prevede di investire circa 200 miliardi di dollari nel 2026 nell'intero gruppo, sostenuta dalla domanda di AI, cloud, chip proprietari, robotica e altre infrastrutture Alphabet ha indicato una guidance di 175–185 miliardi di dollari, rispetto ai 91,4 miliardi effettivamente investiti nel 2025 Meta ha aumentato la propria guidance 2026 a 125–145 miliardi di dollari, includendo i pagamenti principali relativi ai leasing finanziari Microsoft ha registrato capex per 34,9 miliardi nel primo trimestre fiscale, 37,5 miliardi nel secondo e 31,9 miliardi nel terzo, superando quindi 104 miliardi nei primi nove mesi dell'esercizio fiscale 2026 Oracle ha chiuso l'esercizio fiscale 2026 con 55,7 miliardi di dollari di capex, rispetto ai 21,2 miliardi dell'esercizio precedente L'AI non riduce quindi il bisogno di infrastrutture. Lo moltiplica. Ma c'è un'avvertenza che non si può ignorare: possedere l'infrastruttura è condizione necessaria, non sufficiente. Il valore nasce all'intersezione, non nei silos Oggi l'innovazione nasce dalla convergenza tra infrastrutture fisiche e digitali, dove reti, dati, software, cloud, cybersecurity e intelligenza artificiale operano come un unico ecosistema integrato. L'AI genera valore solo quando può contare su infrastrutture resilienti, dati affidabili e piattaforme in grado di trasformare i dati in decisioni. È con la convergenza di questi elementi che si costruisce il vantaggio competitivo delle imprese e si abilita la trasformazione digitale del Paese. Per anni reti, energia, data center, cybersecurity e IoT sono stati pianificati e finanziati come mondi separati, ciascuno con le proprie logiche di investimento. L'AI rompe questa separazione: un data center senza rete elettrica dedicata non scala, una rete senza cybersecurity integrata non è affidabile, un sistema IoT senza connettività e data center non genera dati utilizzabili. I cicli di investimento non sono più paralleli: si toccano, si condizionano, si abilitano a vicenda. È proprio in questa convergenza, non nella somma dei singoli asset, che si annida il vantaggio competitivo. In Italia si muoveranno oltre 165 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali nei prossimi tre anni, distribuiti su sei cicli convergenti: Rete elettrica — oltre 10 Mld€ (Piano di Sviluppo Terna 2025-2035, incl. Tyrrhenian & Adriatic Link) Generazione & distribuzione — oltre 52 Mld€ (Enel, DSO, Eni) Data center — oltre 25 Mld€ (83 progetti annunciati da 30 player tra hyperscaler e colocation) Reti TLC — oltre 31 Mld€ (BUL, FTTH, 5G, single network) Internet of Things — oltre 37 Mld€ (mercato italiano in crescita del +12% YoY) Cybersecurity — oltre 10 Mld€ (spesa IT security, NIS2 e PNRR, +12% YoY) Il valore, ancora una volta, non nasce nei singoli silos ma nell'intersezione tra questi cicli. E i capitali lo hanno già capito: oggi il 75% della raccolta dei fondi infrastrutturali globali va a strategie cross-vertical, costruite esplicitamente per investire sulle convergenze. Non sorprende che nel 2024 BlackRock abbia acquisito Global Infrastructure Partners per circa 12,5 miliardi di dollari, né che sia nata una partnership con Microsoft e altri investitori pensata per mobilitare fino a 100 miliardi di dollari in infrastrutture per l'AI, dai data center alla generazione di energia. Dove gioca SDS in questo nuovo stack È in questo scenario che si colloca il ruolo di Sirti Digital Solutions: l'abilitatore del passaggio dalla digital economy alla AI economy. Non un fornitore di un singolo tassello: la fibra, il data center, la cybersecurity, SDS è l'attore che mette in convergenza tutti questi livelli, trasformandoli in un'unica piattaforma su cui l'AI può effettivamente generare valore. SDS è posizionata proprio sugli enabling layer che il mercato sta rivalutando: connectivity & networks (fibra, private 5G, backbone, reti a bassa latenza), data center & edge, cyber & resilience, energy integration, data/AI & observability (network observability, AIOps, NextGen NOC) e managed services. Non a caso, sul Capital Intensity Score elaborato da Goldman Sachs, i settori in cui opera SDS — Utilities (86%), Telecom (75%), Energy (66%) — si collocano ai vertici della classifica, mentre software e IT services, i segmenti che l'AI sta rendendo commodity, restano in fondo. La domanda giusta non è "quanta rete costruiamo" La domanda allora non è più "quanta rete costruiamo", ma "riusciamo a trasformarla in una piattaforma intelligente?". Sì, e ci sono già casi tangibili: manutenzione predittiva, efficienza energetica, cybersecurity integrata, dati come asset strategico. Non sono opportunità future: sono casi d'uso maturi, con un ROI già dimostrabile. Fino alla sovranità Ed è qui che il ragionamento si chiude su se stesso. Il tema con cui l'AI si sta confrontando in questa fase non è più "cosa possiamo fare con l'AI", ma "come la usiamo senza perdere il controllo dei nostri dati e del nostro patrimonio di conoscenza". È il concetto di AI Sovereignty: non riguarda soltanto la privacy, riguarda il controllo dell'intera catena: dati, modelli, infrastruttura, capacità computazionale, governance. La distinzione è netta: la privacy protegge il dato, la sovranità protegge il suo valore economico. Ed è per questo che l'AI sta riportando valore ai data center: dopo anni in cui il paradigma dominante è stato tutto sul cloud, sempre più organizzazioni valutano inferenza on-premise, private AI, data center aziendali e cloud ibrido per mantenere il controllo su dati e modelli. Non a caso in Europa si moltiplicano le iniziative di sovranità digitale, mentre cresce il numero di aziende che riportano parte dei propri carichi di lavoro fuori dal public cloud per motivi di costo e controllo. Torniamo così al punto di partenza: le infrastrutture sono tornate al centro perché sono la condizione fisica della sovranità. Non bastano da sole: servono la convergenza tra reti, dati, energia, cybersecurity e AI, e piattaforme capaci di renderle intelligenti, ma senza infrastrutture proprie, resilienti e integrate, la sovranità sui propri dati e sui propri modelli resta un'affermazione di principio, non una capacità reale. È esattamente qui che si gioca il ruolo di SDS: abilitare questa convergenza, accompagnando imprese e Pubblica Amministrazione nel passaggio dalla digital economy alla AI economy. Il valore non è nell'asset. È nella sovranità di ciò che ci costruisci sopra.

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L’AI industriale ha bisogno di meno promesse e più infrastruttura

29 Giugno 2026

L’Intelligenza Artificiale applicata al mondo industriale ed enterprise sta vivendo una fase di profonda transizione. Esaurito l’entusiasmo iniziale guidato dall’hype dei Large Language Models (LLM) e dalle grandi promesse tecnologiche, le aziende e le istituzioni si trovano oggi davanti a un principio di realtà: per scaricare a terra il potenziale dell’AI serve una solida base infrastrutturale. Come evidenziato da Ludovico Basili - Director of Data AI & IoT di Sirti Digital Solutions- in un recente approfondimento su Agenda Digitale, la partita dell'innovazione e della produttività non si giocherà sulla complessità degli algoritmi, ma sulla solidità e sulla scalabilità delle architetture sottostanti. La regola d'oro di questo nuovo paradigma è netta: chi controlla l’infrastruttura, controlla l’intelligenza. La trappola dell'algoritmo e il primato dell'infrastruttura Fino a oggi l'attenzione dei media e dei mercati si è concentrata quasi esclusivamente sui modelli di Intelligenza Artificiale. Tuttavia, nel contesto industriale ed enterprise, l'algoritmo rappresenta solo la punta dell'iceberg. L’AI non è una tecnologia a sé stante, ma il risultato della convergenza di un intero ecosistema: connettività ultra-veloce (5G Advanced), Edge Computing, Cloud flessibili e soluzioni IoT. L’AI industriale non può permettersi le latenze o le approssimazioni delle applicazioni consumer; richiede determinismo, sicurezza assoluta, elaborazione in tempo reale e continuità operativa. Senza una rete in grado di trasportare flussi massivi di dati e senza nodi Edge capaci di elaborarli sul campo (vicino alle macchine e ai processi produttivi), anche il modello predittivo più sofisticato resta inutilizzabile. Per passare dai progetti pilota (PoC) alla produzione su larga scala, la priorità deve essere la modernizzazione dell'infrastruttura di rete. Sovranità del dato, sicurezza e la sfida geopolitica Un altro tema cruciale emerso dall'analisi è la governance e la tutela del dato. Nell'era dell'AI, i dati aziendali sono il patrimonio più prezioso. Alimentare modelli di intelligenza artificiale commerciali o non protetti significa rischiare di esporre la proprietà intellettuale e il know-how aziendale. Diventa quindi fondamentale investire in architetture che garantiscano la sovranità del dato, la protezione da minacce cyber e il rispetto delle normative (come il neonato AI Act europeo). L'Europa, conscia del divario computazionale rispetto a giganti come USA e Cina, sta accelerando sugli investimenti infrastrutturali per garantire che le imprese possano innovare all'interno di un perimetro sicuro, affidabile e localizzato. L'importanza della sinergia Pubblico-Privato e delle Competenze L'evoluzione tecnologica non può essere sostenuta dalle sole forze delle singole aziende. Richiede una forte cooperazione tra settore pubblico e privato: i piani governativi, i fondi per la digitalizzazione (come il PNRR e il piano Transizione 5.0) e le strategie nazionali devono focalizzarsi non solo sull'adozione di software "intelligenti", ma sul finanziamento delle reti di comunicazione e dei data center europei. Infine, l'infrastruttura tecnologica non può prescindere da quella umana. L'introduzione dell'AI nelle fabbriche e nei processi aziendali richiede una profonda trasformazione delle competenze. I programmi di upskilling e reskilling della forza lavoro sono l'unico modo per garantire che le persone siano in grado di governare queste architetture complesse, trasformando la tecnologia in reale efficienza operativa, sostenibilità e nuovi servizi a valore aggiunto. Verso un nuovo paradigma industriale Le imprese che sapranno combinare l'Intelligenza Artificiale con infrastrutture digitali evolute ed resilienti saranno le uniche capaci di accelerare i processi decisionali e aumentare la produttività in modo strutturale. La vera rivoluzione dell'Industria 4.0 non risiede in un singolo algoritmo miracoloso, ma nella capacità di far dialogare piattaforme, dati e competenze all'interno di un'architettura coerente. È tempo di fare meno promesse e costruire più infrastruttura. Link per leggere l'intero articolo: http://agendadigitale.eu/industry-4-0/lai-industriale-ha-bisogno-di-meno-promesse-e-piu-infrastruttura/

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Sirti Digital Solutions conquista il riconoscimento internazionale HPE di Networking Partner of the Year 2026

18 Giugno 2026

Milano, 18 Giugno 2026 - Sirti Digital Solutions, la Tech Company del Gruppo Sirti che abilita il passaggio dalla digital economy alla AI economy, ha ricevuto a Las Vegas da Hewlett Packard Enterprise (HPE) il prestigioso riconoscimento "Networking Partner of the Year 2026" per l'area LASER, la macro-area commerciale e geografica di HPE che unifica i mercati strategici dell'America Latina (LA) e del Sud Europa (SER). HPE è una multinazionale leader nelle tecnologie enterprise che integra AI, cloud e networking per supportare le organizzazioni nei loro percorsi di innovazione e crescita. Il premio si inserisce nell'ambito degli HPE Partner of the Year Awards 2026, che celebrano i partner capaci di trasformare l'innovazione tecnologica in risultati concreti, investendo costantemente nello sviluppo di competenze, nell'eccellenza progettuale e nella creazione di valore per il mercato. Questo riconoscimento rappresenta un'importante conferma del percorso di crescita intrapreso da Sirti Digital Solutions e della sua capacità di affiancare le organizzazioni nella progettazione e realizzazione di infrastrutture digitali avanzate, facendo leva sulle migliori tecnologie disponibili e su un ecosistema di partnership strategiche con i principali player globali dell'ICT. La capacità di collaborare con i principali vendor globali rappresenta uno degli asset strategici di Sirti Digital Solutions, che mette a disposizione delle organizzazioni competenze specialistiche trasversali in ambiti di networking, cybersecurity, cloud, data center, AI e digital infrastructure, accompagnando i clienti nei loro percorsi di innovazione con un approccio consulenziale e orientato al risultato. L’award conferma la capacità di Sirti Digital Solutions di operare all'interno di un ecosistema tecnologico ampio e diversificato, valorizzando le competenze sviluppate con i principali vendor globali. Massimiliano De Carolis, CEO di Sirti Digital Solutions, ha dichiarato: “Vincere l’HPE Networking Partner of the Year 2026 in un momento in cui il networking sta attraversando la sua trasformazione più radicale di sempre ha un significato preciso per noi. Stiamo costruendo reti che non si limitano a trasportare dati: reti che ragionano, si auto-correggono, anticipano i guasti e si adattano in tempo reale ai workload AI. È la differenza tra un’infrastruttura passiva e un’infrastruttura intelligente, ed è esattamente lì che operiamo ogni giorno, per i clienti più esigenti del Paese. Dalle SD-LAN automatizzate per infrastrutture gas strategiche, ai backbone telco in ambienti mission-critical, fino alle reti delle principali istituzioni finanziarie italiane: ogni progetto è la prova che tecnologia e competenza, quando si combinano nel modo giusto, non sono un costo, sono un vantaggio competitivo. Questo riconoscimento da HPE ci dice che la direzione è quella giusta. L’AI-native networking non è il futuro: è già il presente dei nostri clienti.” HPE ha annunciato i vincitori degli HPE Partner of the Year 2026 Awards. Questi riconoscimenti celebrano i partner HPE che hanno dimostrato un impegno straordinario e un successo concreto nel creare valore per i propri clienti, supportandoli nel raggiungimento del loro pieno potenziale di crescita. Il riconoscimento viene assegnato ai partner che hanno conseguito performance eccezionali in termini di risultati finanziari, soluzioni innovative e impatti significativi sul business. Simon Ewington, Senior Vice President Worldwide Channel and Partner Ecosystem di HPE, ha dichiarato: “Gli HPE Partner of the Year 2026 Awards mettono in luce i partner che non si limitano a stare al passo con l’innovazione: investono davvero nella comprensione dell’intero portfolio HPE e nello sviluppo delle competenze necessarie per applicarlo alle sfide concrete dei clienti. È questa profondità di capacità che trasforma una grande tecnologia in risultati misurabili per i nostri clienti. HPE è orgogliosa di celebrare i traguardi dei propri partner e di supportarli nel portare innovazione e servizi di eccellenza a tutti i nostri clienti.” *** Sirti Digital Solutions S.p.A., è la Tech company del Gruppo Sirti che abilita il passaggio dalla digital economy alla AI economy del Paese, delle aziende pubbliche e private attraverso i servizi di networking, cybersecurity, Data AI & IoT, Smart infrastructures & Data Center. 1.100 certificazioni rilasciate dai più importanti player di tecnologia a livello mondiale. HPE (NYSE: HPE) è leader nelle tecnologie enterprise essenziali che integrano la potenza dell’AI, del cloud e del networking per aiutare le organizzazioni a fare di più. Grazie alla nostra capacità di innovazione e la nostra competenza miglioriamo il modo in cui le persone vivono e lavorano. Offriamo ai nostri clienti di ogni settore gli strumenti per ottimizzare le performance operative, trasformare i dati in visione strategica e massimizzare il loro impatto. Scopri di più su www.hpe.com Per maggiori informazioni: Ufficio Stampa Image Building sirti@imagebuilding.it Tel. 02 89011300 Sirti Digital Solutions Ivana Borrelli – CMO i.borrelli@sirti.it Valentina De Meo - Head of Brand Marketing & Communication v.demeo@sirti.it Qui l'articolo CorCom dedicato:https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/de-carolis-sirti-lai-networking-e-gia-il-presente/

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Intelligenza artificiale, Borrelli: “La sfida da vincere è orchestrare competenze umane e agenti”

4 Maggio 2026

AI Economy e Leadership: l'evoluzione delle infrastrutture mette al centro le personeIn un mercato ridisegnato dagli agenti intelligenti, la vera sfida non è tecnologica, ma culturale e generazionale. Parte da questa riflessione Ivana Borrelli, CMO di Sirti Digital Solutions, per tracciare il futuro di un settore dove l’Intelligenza Artificiale sta trasformando le infrastrutture da asset statici in ecosistemi adattivi e parlanti. Secondo Borrelli, l'ingresso dell'AI rappresenta un cambio di paradigma senza precedenti: le infrastrutture iniziano a generare dati e suggerire ottimizzazioni, ma la vera metamorfosi avviene nel ruolo delle persone, chiamate a diventare attori protagonisti di un ecosistema in continua evoluzione. Il nuovo scenario richiede una competenza rara, ovvero la capacità di guidare team ibridi dove i profili senior devono integrare tecnologie digitali native per i più giovani, mentre i talenti junior devono assorbire rapidamente competenze progettuali dai mentor. La leadership si evolve così in una funzione di orchestrazione, capace di connettere ingegneria, data science e business per tradurre la complessità tecnica in valore economico concreto. In questo mondo dove l’AI moltiplica le capacità individuali, la competenza chiave sarà saper coordinare flussi paralleli di agenti intelligenti, dando loro direzione, sintesi e una visione d'insieme. In questo percorso, l'inclusività diventa una leva di valore fondamentale. Prospettive diverse producono soluzioni migliori e la capacità di gestire l'ambiguità e costruire consenso, spesso propria del percorso femminile nel tech, rappresenta un asset strategico per governare la trasformazione attuale. Tuttavia, l'integrazione efficace di AI e dati incontra ancora ostacoli legati ai "silos" organizzativi e al timore del cambiamento. Per Ivana Borrelli, superare l'impasse dei progetti pilota richiede coraggio, sponsor forti e la volontà di ridisegnare i modelli di potere interni, partendo sempre dall'impatto reale sul business del cliente. Guidare l'innovazione in una realtà con oltre un secolo di storia significa infine reinterpretare un patrimonio di affidabilità ingegneristica in chiave moderna. La sfida dei prossimi anni sarà rendere le infrastrutture tech un polo d'attrazione per le nuove generazioni, mostrando come l’unione tra intelligenza digitale e asset fisici sia il vero motore della società contemporanea. Sirti Digital Solutions si prepara così a formare e trattenere i talenti che sapranno guidare questi nuovi moltiplicatori tecnologici, trasformando l'eredità storica in una visione d'avanguardia per il Paese. Clicca qui per leggere l'intero articolo: https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/intelligenza-artificiale-borrelli-la-sfida-da-vincere-e-orchestrare-competenze-umane-e-agenti/

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Smart City e Infrastrutture: Sirti Digital Solutions al Politecnico di Milano

23 Aprile 2026

Il 23 Aprile Ludovico Basili, Director of BU Data, AI & IoT di Sirti Digital Solutions S.p.A., ha condiviso la propria visione su Smart City e Smart Infrastructures con gli studenti internazionali del Master della School of Management del Politecnico di Milano. L'intervento, inserito nel contesto dell'Osservatorio IoT, ha offerto una panoramica concreta su come l'innovazione stia trasformando radicalmente la gestione degli asset urbani e industriali. Dall'asset fisico alla piattaforma data-driven Il messaggio centrale della testimonianza risiede nel superamento del concetto di infrastruttura come elemento passivo. Secondo Basili, siamo di fronte a un'evoluzione sistemica: le infrastrutture diventano sistemi intelligenti capaci non solo di raccogliere informazioni, ma di interpretare i dati per abilitare azioni in tempo reale. In questo scenario, il valore si sposta dall'asset fisico alla capacità di gestirlo attraverso architetture digitali evolute. La convergenza tra IoT, Edge Computing e Intelligenza Artificiale è il motore che permette questa transizione, trasformando le reti fisiche in vere e proprie piattaforme orientate ai dati. Guidare la transizione negli ecosistemi Un punto chiave dell'analisi ha riguardato la natura collaborativa del mercato attuale. Il valore non nasce più in isolamento, ma all'interno di ecosistemi dove l'integrazione tra IT (Information Technology) e OT (Operational Technology) è fondamentale. Sirti Digital Solutions si conferma protagonista di questo cambiamento, posizionandosi come abilitatore tecnologico capace di orchestrare la complessità e trasformare i dati in valore concreto per il business e per la collettività. Guidare questa transizione significa oggi progettare infrastrutture che siano, allo stesso tempo, resilienti, connesse e intrinsecamente intelligenti.

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Data & IoT: il futuro delle infrastrutture tra intelligenza e valore dei dati

24 Marzo 2026

Si è tenuto l’evento "Data & IoT: dalle infrastrutture intelligenti al valore dei dati", organizzato da Sirti Digital Solutions in collaborazione con Nextwork360. L’incontro ha riunito leader di settore e istituzioni per discutere come la convergenza tra AI, Edge e connettività stia ridisegnando il mondo fisico. Protagonista del "salotto digitale", Massimiliano De Carolis, CEO di Sirti Digital Solutions S.p.A., ha dialogato con il Professor Andrea Rangone (CEO di Nextwork360) su un cambio di paradigma fondamentale: l'IoT non è più solo una rete di sensori, ma l’infrastruttura intelligente che abilita decisioni autonome in tempo reale. Dagli asset passivi ai sistemi adattivi Il cuore della riflessione è il superamento del concetto tradizionale di IoT. Grazie all'integrazione dell'AI, gli asset fisici evolvono da semplici fonti di informazione a componenti attive. In questo scenario, come evidenziato anche da Ludovico Basili (Director of BU Data, AI & IoT di Sirti Digital Solutions), il valore si sposta sulla capacità di orchestrare i dati per trasformare i processi industriali. I pilastri della nuova Data Economy Dal dibattito sono emersi tre punti cardine per la competitività futura: The Age of Infrastructure: Entro il 2040 gli investimenti globali toccheranno i 106 trilioni di dollari. Il valore non è più solo nel software, ma in ecosistemi fisici integrati e interdipendenti. Oltre i silos: Le infrastrutture (energia, trasporti, digitale) non sono più isolate. Un data center è un tema energetico; la mobilità è una piattaforma dati. Il valore nasce nelle intersezioni. Servitizzazione: La sfida non è raccogliere dati, ma trasformare il prodotto in un servizio (as-a-service), ponendo il dato al centro del modello di business. Orchestrazione e Complessità La vera competizione oggi si gioca sul piano dell'orchestrazione: integrare il livello fisico degli asset con quello digitale della connettività. Nonostante le sfide legate alla governance e alla frammentazione tecnologica, la strada è tracciata: l’infrastruttura del futuro non è più un semplice asset, ma una piattaforma intelligente orientata ai servizi. Clicca qui per leggere l'intero articolo: https://www.zerounoweb.it/iot/dati-edge-iot-e-ai-come-cambia-il-ruolo-delle-infrastrutture/

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Sovranità Digitale e Infrastrutture: Il Futuro dell’Europa tra AI e Gestione dei Dati

10 Marzo 2026

Il 10 Marzo 2026 si è tenuto presso la Camera dei Deputati l’evento "Sovranità digitale: Italia ed Europa a prova di futuro", organizzato da Nextwork360. L’incontro ha visto la partecipazione di istituzioni e opinion leader del settore tecnologico per discutere le sfide strategiche che il Vecchio Continente deve affrontare nell'era dell’intelligenza artificiale. Tra i protagonisti del dibattito, Massimiliano De Carolis, CEO di Sirti Digital Solutions S.p.A., è intervenuto nel panel dedicato alle infrastrutture. Il punto di partenza della riflessione è stata una citazione di Jensen Huang (CEO di NVIDIA), secondo cui l'Europa difficilmente riuscirà a competere con i giganti globali sui grandi modelli linguistici generalisti. Tuttavia, secondo De Carolis, il vero vantaggio competitivo europeo risiede altrove: nella solidità e nell’innovazione delle infrastrutture. Quando l'intelligenza artificiale viene integrata nei processi operativi aziendali, il valore reale viene generato lì dove i dati risiedono e vengono elaborati. Una nuova dimensione di Sovranità Digitale Il concetto di sovranità digitale sta evolvendo rapidamente, assumendo una connotazione prettamente infrastrutturale. Oggi, essere "sovrani" non significa solo possedere i dati, ma esercitare un controllo diretto su: potenza di calcolo, gestione delle infrastrutture e governance degli ambienti in cui l'AI prende decisioni. In questo scenario, diventano strategiche le architetture distribuite in grado di combinare Cloud, Edge Computing, Data Center locali e ambienti On-premise. Verso un’AI diffusa e produttiva Perché l'adozione dell'intelligenza artificiale possa realmente trasformare la produttività, l’industria e i servizi, è necessaria un’infrastruttura più articolata e capillare. È fondamentale sviluppare una rete di nodi edge e ambienti computazionali distribuiti che portino l’intelligenza artificiale il più vicino possibile ai dati e ai flussi operativi. Saranno proprio queste scelte architettoniche a determinare la competitività europea nei prossimi anni, definendo la capacità del nostro sistema industriale di governare l’innovazione senza dipendere esclusivamente da tecnologie esterne. Clicca qui per vedere la video intervista: https://www.youtube.com/watch?v=mAkvWs_cfFU Clicca qui per leggere l'intero articolo: https://www.zerounoweb.it/cyber-security/sovranita-digitale-europea-perche-lautonomia-si-gioca-sui-modelli-e-sulla-governance-del-rischio/

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Integrità e Resilienza nei Sistemi Informativi Complessi

6 Marzo 2026

Oggi, nella storica Sala Laudato Sì in Campidoglio, si è tenuto l’evento “Integrità e Resilienza nei Sistemi Informativi Complessi”, un momento di confronto strategico dedicato al futuro della sicurezza digitale in Italia.Organizzato da Sirti Digital Solutions in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina, l’incontro ha riunito istituzioni, operatori delle infrastrutture critiche, mondo della ricerca e industria tecnologica per affrontare in modo sistemico le sfide poste dalla trasformazione digitale.In un contesto in cui le minacce cyber evolvono con una rapidità senza precedenti, è sempre più chiaro che la semplice difesa del perimetro non è sufficiente. Il vero tema oggi è la cyber resilience: la capacità dei sistemi di resistere agli attacchi, assorbirne l’impatto e ripristinare rapidamente le operazioni, garantendo continuità ai servizi essenziali.Durante il confronto sono emerse riflessioni fondamentali sulle vulnerabilità dei sistemi informativi complessi e sulle strategie di sicurezza più avanzate, che integrano intelligenza artificiale, crittografia evoluta e monitoraggio proattivo.Un ringraziamento all’On. Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina, per l’impegno di Roma Capitale nel promuovere una cultura condivisa della sicurezza digitale.Ad aprire il Panel Massimiliano De Carolis CEO Sirti Digital Solutions S.p.A. e a seguire gli speakers che hanno contribuito con un dibattito articolato e concreto:Yuri Rassega - Enel GroupMassimo Palermo - FortinetMassimo Carboni - Rete GARRNicla Ivana Diomede - Roma CapitaleLuca Iuliano - TelsyMatteo Macina - TIMGianni Sannino - Sirti Digital Solutions S.p.A. Il moderatore Marco Italiano ha guidato il confronto tra ricerca, istituzioni e industria, evidenziando quanto sia fondamentale la collaborazione lungo tutta la catena del valore.Le conclusioni di Alessandra Michelini, Amministratrice Delegata di Telsy, hanno offerto uno sguardo prospettico sul futuro della cybersecurity, sottolineando il ruolo cruciale della sovranità tecnologica e della cooperazione tra pubblico e privato.Eventi come questo dimostrano che costruire integrità e resilienza digitale non è solo una sfida tecnologica, ma un impegno collettivo per la sicurezza e la continuità dei sistemi su cui si fonda il nostro Paese.

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Sirti Digital Solutions: Ivana Borrelli nel ruolo di CMO (Chief Marketing Officer)

29 Gennaio 2026

Si rafforza la leadership di Sirti Digital Solutions con un potenziamento dellestrategie di sviluppo del Marketing, portafoglio di offerta e del Go-To-Market Milano, 29 gennaio 2026 – Sirti Digital Solutions S.p.A. (SDS), la Tech Company​ del Gruppo​ Sirti, che abilita la transizione dall’economia digitale all’economia​ dell’Intelligenza Artificiale attraverso soluzioni in ambito networking,​ cybersecurity, Data & IoT, Data Center e Smart Infrastructures, annuncia la​ nomina di Ivana Borrelli nel ruolo di Chief Marketing Officer, rafforzando​ ulteriormente la propria leadership nelle soluzioni digitali avanzate e nelle strategie di sviluppo del portafoglio. La manager è a diretto riporto di Massimiliano De Carolis, CEO di Sirti Digital​ Solutions. Ivana Borrelli con oltre 30 anni di esperienza, vanta un solido percorso​ professionale nei settori Telecomunicazioni, Digital Marketing, Media & Entertainment, Cloud Services, IoT e soluzioni 5G, con una comprovata capacità​ di guidare progetti complessi e innovativi, dalla definizione dell’offerta al go-to-​market, fino all’esecuzione operativa, con piena responsabilità su costi e ricavi.​ Borrelli ha ricoperto ruoli chiave in aziende leader come TIM, Telecom​ Italia,​ EMC2 (ora Dell), Reply, Olivetti e EDS, con responsabilità che spaziano​ dalla gestione​dell’innovazione tecnologica allo sviluppo di servizi a valoreaggiunto per il mobile, passando per progetti in ambito Over The Top come​ TimVision, Virtual Reality e IA. Prima di entrare in Sirti Digital Solution, ha svolto​ il ruolo di Head of Marketing, Sales Planning and Sales Support per il Polo​ Strategico Nazionale, contribuendo all’evoluzione digitale della Pubblica​ Amministrazione del Paese contribuendo all'obiettivo Pnrr 1.1. di dotare le​ Amministrazioni di un sistema cloud sovrano, sicuro e sostenibile. Nel nuovo incarico in Sirti Digital Solutions, Ivana Borrelli metterà a disposizione​ la propria capacità di integrare visione tecnologica, ingegneria e strategia​ commerciale, contribuendo allo sviluppo di soluzioni altamente competitive e al​ posizionamento dell’azienda come partner di​riferimento per il passaggio dalla​ digital economy all’AI economy. Ivana Borrelli, Chief Marketing Officer – Sirti Digital Solutions ha dichiarato:​ «Sono orgogliosa di entrare in Sirti Digital Solutions in una fase di forte​ crescita, di evoluzione del mercato e di​ accelerazione tecnologica», ha dichiarato​ Ivana Borrelli. «Porto con me un’esperienza maturata tra telecomunicazioni,​ digitale, cloud e soluzioni IoT e IA, con l’obiettivo di contribuire al potenziamento​ di un’offerta integrata e distintiva. Lavoreremo per trasformare innovazione e​competenze ingegneristiche – incluse quelle legate all’Internet of Things, alle​ piattaforme di gestione dei dati e IA – in soluzioni concrete, scalabili e ad alto​ valore per i clienti, accompagnandoli lungo l’intero percorso di innovazione: dalla​ progettazione al go to market, fino all’execution. Ringrazio il CEO Massimiliano​ De Carolis per la fiducia e conto di contribuire al percorso di crescita di Sirti​ Digital Solutions delineato dal Piano Strategico: una sfida​importante che ho​ accettato con orgoglio e con la determinazione di raggiungere nuovi traguardi».​  Massimiliano De Carolis - Chief Executive Officer - Sirti Digital Solutions, ha commentato: «La nomina di Ivana Borrelli rappresenta un ulteriore​ accelerazione​all’attuazione del nostro Piano Strategico e alle priorità di sviluppo​ di Sirti Digital Solutions. La​sua capacità di coniugare visione di prodotto,​ competenze tecnologiche e rigore commerciale, unita a una consolidata​ esperienza nella gestione di portafogli complessi e partnership globali, contribuirà in modo significativo a rafforzare la nostra proposizione end-to-end e​ la capacità di portare sul mercato soluzioni innovative in ambiti chiave quali​ cloud, data center, cybersecurity, IoT e 5G. Con l’ingresso di Ivana Borrelli, il nostro Team si consolida ulteriormente,​rafforzando il ruolo di abilitatore dell’innovazione con un contributo concreto a​ supporto dell’evoluzione delle​infrastrutture digitali e della transizione dalla digital​ economy alla AI economy».

UFFICIO STAMPA

SIRTI DIGITAL SOLUTIONS

Ivana Borrelli, CMO, i.borrelli@sirti.it

Valentina De Meo, Head of Brand Marketing & Communication, v.demeo@sirti.it

Sirti@imagebuilding.it