Cyber security - Wellcomm Engineering al Fortinet Security Day2025 - Milano
16 Ottobre 2025
Milano 16 ottobre - Fortinet Security Day2025 – Innovazione e strategie per un futuro più sicuro! Wellcomm Engineering SpA ha preso parte a questa giornata di confronto e aggiornamento, confermando il proprio impegno costante nel promuovere un approccio integrato e proattivo alla sicurezza informatica. Grande partecipazione al Fortinet Security Day 2025, l’appuntamento annuale dedicato alle più recenti tecnologie e strategie per la cybersecurity. L’evento ha offerto un approfondimento completo sull’ecosistema di soluzioni Fortinet, mettendo in evidenza come la sicurezza informatica stia evolvendo verso un modello sempre più integrato e intelligente. Dalla piattaforma Intelligent Security Fabric, che connette dispositivi, dati e applicazioni in un’unica architettura di difesa, ai firewall di nuova generazione, fino ai sistemi di threat intelligence e prevenzione avanzata delle minacce, l’incontro ha permesso di esplorare in dettaglio le tecnologie che stanno ridefinendo la protezione delle reti aziendali. Un’occasione preziosa per condividere esperienze concrete, analizzare casi d’uso e comprendere come le aziende possano oggi potenziare la propria resilienza digitale. Ma anche un momento di confronto strategico tra esperti, partner e clienti, in un panorama tecnologico in costante trasformazione. La giornata ha ribadito l’importanza di un approccio collaborativo e proattivo alla sicurezza, dove innovazione, competenza e alleanze diventano i pilastri per affrontare le nuove sfide di un mondo sempre più connesso.
Cybersecurity e machine automation, la visione di Sirti Digital Solutions
20 Dicembre 2024
Giovanni Sannino, Head of Operations Sirti Digital Solutions e Sirti Group Information Technology Office, ci parla di cybersecurity, machine automation e IA. In un mondo sempre più connesso, investire in soluzioni basate su IA e machine automation è una necessità per proteggere infrastrutture e dati critici. Ormai da tempo è chiaro che la sicurezza informatica sia un elemento imprescindibile per un grande quantità di soggetti, non solo in ambito produttivo ma anche amministrativo e dei servizi. La crescente complessità e frequenza delle minacce informatiche, infatti, richiede una sempre maggior attenzione alla tutela dei dati e dei processi operativi e impone l’adozione di un approccio innovativo alla sicurezza digitale. L’andamento delle minacce Se si guarda alle statistiche, secondo il Rapporto Clusit 2023, gli attacchi informatici gravi, sono aumentati del 21% rispetto all’anno precedente, con un incremento esponenziale delle minacce basate su ransomware e malware avanzato. In questo scenario, l’intelligenza artificiale (AI) e la machine automation stanno emergendo come soluzioni fondamentali per rafforzare le difese e migliorare l’efficienza dei sistemi di cybersecurity. Soprattutto, l’AI si dimostra una risorsa cruciale, capace di individuare e bloccare attacchi informatici prima che si verifichino: il 69% delle aziende intervistate da uno studio di Capgemini ritiene, infatti, che questa tecnologia sia essenziale per la sicurezza. A conferma di ciò, come evidenziato dal Rapporto IBM 2022, le organizzazioni che hanno adottato soluzioni di sicurezza basate sull’AI hanno registrato notevoli vantaggi, a partire da una riduzione dei tempi di risposta agli incidenti del 74% rispetto ai sistemi tradizionali. Ancora, uno studio di Gartner riporta che questo approccio consente di migliorare l’efficienza operativa, riducendo i costi legati agli attacchi fino al 30%, offrendo, al contempo, una protezione più proattiva contro minacce evolute come i malware generati dalla stessa AI. La stessa indagine prevede, infatti, che entro il 2025 il 90% dei processi di rilevamento delle minacce nelle grandi aziende sarà automatizzato attraverso AI e machine learning. Nella pratica, l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la cybersecurity grazie alla sua capacità di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, rilevando comportamenti sospetti e anomalie difficilmente individuabili con sistemi tradizionali. Tecniche avanzate come il phishing evoluto e il malware polimorfico, che spesso sfuggono ai metodi convenzionali, vengono contrastate attraverso algoritmi di machine learning capaci di individuare schemi insoliti. Oltre a rilevare minacce, l’AI consente di automatizzare la risposta agli incidenti, intervenendo immediatamente per limitare i danni, ad esempio bloccando accessi non autorizzati o mettendo in quarantena file sospetti. Uno dei principali vantaggi dell’AI è, inoltre, la sua capacità di apprendere e adattarsi continuamente. I modelli di machine learning evolvono nel tempo, migliorando la loro efficacia nel riconoscere nuove tipologie di attacchi e rendendo i sistemi di difesa più flessibili e resilienti. Questo si traduce in benefici tangibili per le organizzazioni, come la riduzione dei falsi positivi, che spesso sovraccaricano i team IT con avvisi che si rivelano innocui, un monitoraggio continuo e scalabile che garantisce protezione 24/7 anche per infrastrutture complesse e il rafforzamento dei sistemi di sicurezza aziendali grazie alla capacità di identificare potenziali vulnerabilità e di intervenire prima che un attacco possa verificarsi. L’AI e la cybersecurity Tuttavia, l’adozione dell’AI nella cybersecurity non è priva di sfide. Gli algoritmi richiedono grandi quantità di dati per funzionare efficacemente, sollevando questioni di privacy e sicurezza dei dati stessi. Inoltre, anche i cybercriminali utilizzano l’AI per migliorare i loro attacchi – McAfee ha evidenziato come i malware generati da AI siano in crescita – generando una sorta di corsa agli armamenti digitali. L’implementazione di queste tecnologie richiede, peraltro, investimenti significativi e competenze specializzate. Ad ogni modo, i benefici restano, comunque, di gran lunga superiori ai costi. Secondo uno studio di Accenture Security, infatti, ogni dollaro investito in tecnologie AI per la sicurezza genera un ritorno medio di 3,5 volte, grazie alla riduzione dei costi legati a incidenti e recupero. Investire in soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e la machine automation non rappresenta solo un vantaggio competitivo, bensì ormai anche una necessità per poter proteggere infrastrutture e dati critici in ogni industry. La capacità di queste tecnologie di analizzare dati, rilevare minacce e rispondere rapidamente agli attacchi stanno ridefinendo gli standard di sicurezza e il futuro della cybersecurity. Sono evidenze, tra l’altro, che emergono anche dalla nostra esperienza diretta maturata attraverso il Competence Center proprietario, che fa leva sul Digital Lab di Sirti Digital Solutions e sulla co-creazione in sinergia con i partner tecnologici e i clienti.http://Cybersecurity e machine automation, la visione di Sirti Digital Solutions Sirti Digital Solutions S.pA., la company tech del Gruppo Sirti, market leader in IT Infrastructures Services, specializzata nella system integration e nella trasformazione digitaleattraverso i servizi di networking, sw & system integration, cybersecurity, IoT, Cloud & Technological Plants. 1100 certificazioni rilasciate dai più importanti player di tecnologia a livello mondiale. L’azienda dispone di un Digital Lab dedicato allo sviluppo e realizzazione, in logica di co-creation con Vendor, Clienti e start up, di nuove soluzioni digitali
Sirti Digital Solutions sponsor dell'esercitazione “Lira - Cyber Fox 2023”
26 Ottobre 2023
Sirti Digital Solutions, l’azienda ICT del Gruppo Sirti, al fianco dell'Esercito e del Ministero della Difesa nell’implementazione e gestione dei sistemi digitali e di cybersicurezza della Difesa italiana. Milano 26 ottobre 2023 – Sirti Digital Solutions, azienda ICT del Gruppo Sirti – hub di innovazione nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete, dei servizi digitali e di cybersecurity – ha partecipato in qualità di sponsor e nel ruolo di System Integrator all'Esercitazione “Lira - Cyber Fox 2023”, che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma presso la Caserma Perotti. L’esercitazione guidata dal Comando Trasmissioni e condotta lungo tutto il territorio nazionale da Caldaro (Bolzano) a Palermo, è stata un’occasione di formazione e di verifica della preparazione del personale delle unità del Comando nella pianificazione, realizzazione e gestione del sistema C5 (reti, Data center, Cyber Defence, radio e link tattici) a supporto della manovra di una grande unità da combattimento. L’attività addestrativa ha anche avuto lo scopo di testare e consolidare le capacità del Reparto Sicurezza Cibernetica dell'Esercito nella rilevazione e gestione di cyber threats, permettendo di verificare la robustezza e la resilienza del sistema di rete realizzato. Grazie al solido posizionamento nel campo della trasformazione digitale e alle competenze innovative sviluppate nel proprio Digital Lab, Sirti Digital Solutions supporta, già da diversi anni, la Difesa con operazioni volte al miglioramento delle infrastrutture tecnologiche istituzionali grazie alla sua lunga esperienza nell’integrazione dei sistemi digitali. «È con grande orgoglio che continuiamo ad essere al fianco dell'Esercito e del Ministero della Difesa, avendo la possibilità di contribuire a progetti legati ad un aspetto così delicato per la vita del nostro Paese, quale quello della cybersicurezza.» - dichiara Luca Rubaga Managing Director di Sirti Digital Solutions. «Progetti come l'adeguamento tecnologico del Data Center della sede del Segretariato Generale della Difesa e la progettazione esecutiva e realizzazione di sistemi di sicurezza all’interno dell’aeroporto militare di Ghedi, sede del 6° Stormo dell’Aeronautica Militare, ci permettono di rafforzare il nostro posizionamento di riferimento nel percorso di trasformazione digitale del Paese.» conclude Rubaga. Sirti Digital Solutions S.p.A. è la nuova azienda del Gruppo Sirti che abilita la digital transformation attraverso i servizi di networking, sw & system integration, cybersecurity, IoT, Cloud, Technological Plants. 1700 certificazioni rilasciate dai più importanti player di tecnologia a livello mondiale. L’azienda dispone di un Digital Lab dedicato allo sviluppo e realizzazione, in logica di co-creation con Vendor, Clienti e start up, di nuove soluzioni digitali.
Le sfide alla cybersecurity dell’eHealth: il punto di vista di Sirti Digital Solutions
15 Marzo 2023
15 Marzo 2023 - Luca Rubaga articolo pubblicato 01.Health Luca Rubaga, managing director di Sirti Digital Solutions, spiega l’importanza di gestire i rischi di cybersecurity nel mondo dell’eHealth. Il percorso di trasformazione digitale del Paese ha messo in forte evidenza l’importanza di attuare in tutti i settori una strategia di protezione che non sia affidata esclusivamente all’adozione di tecnologie. Questo fenomeno è stato sensibilmente accelerato dall’esperienza pandemica e sostenuto dall’impianto normativo del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetico e dagli investimenti legati ai progetti del PNRR. Le soluzioni di sicurezza, ovvero di trattamento del rischio cyber, devono essere infatti inserite all’interno di processi di gestione e implementate nel rispetto dello specifico contesto di utilizzo. I requisiti di Riservatezza, Integrità e Diponibilità (RID) che dati, servizi o infrastrutture devono preservare tramite l’applicazione di misure di sicurezza dipendono fortemente dallo scenario applicativo. Si prendano a esempio due diverse tipologie di reti di telecomunicazione. Una a supporto di servizi IT di tipo “generalista” e l’altra per sistemi “OT”, ovvero di sistemi per l’automazione e il controllo industriale, ambiti nei quali tipicamente si muovono i servizi di Sirti Digital Solutions. Queste due reti, seppur realizzate con tecnologie analoghe, presentano requisiti del tutto diversi, a cui conseguono differenti ordini di rilevanza delle componenti di Riservatezza, Integrità, Disponibilità. Dal punto di vista concreto, questo paradosso ha comportato un cambio di prospettiva da parte degli operatori del settore ICT: la sicurezza nel mondo cyber si persegue non solo introducendo componenti tecnologiche, bensì – soprattutto – applicando alle infrastrutture realizzate delle misure di sicurezza che dipendono dagli scenari d’impiego delle infrastrutture stesse, a cui consegue un attento percorso di analisi e valutazione del rischio. Le considerazioni fin qui condivise impattano in particolar modo il mondo dell’eHealth che, di conseguenza, diviene il campo più delicato nel quale misurarsi nell’ambito cyber. Una vera sfida. Nel mondo dell’eHealth, aziende come Sirti Digital Solutions operano per clienti di rilevanza nazionale con l’obiettivo di trasferire anche in questo comparto la pluriennale esperienza maturata nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture ICT critiche. L’efficacia di questo lavoro sarà proporzionale alla capacità di saper declinare e applicare di volta in volta le misure di sicurezza cyber, mettendo al centro, con la necessaria sensibilità, le caratteristiche specifiche dei servizi dedicati alla medicina digitale. La digitalizzazione del mondo sanitario e, in particolare, quello relativo alla diagnosi, alla cura e all’assistenza, ha portato naturalmente a condividere infrastrutture un tempo destinate a servizi ICT “non specialistici”. Ciò consente di beneficiare dell’economicità e della facilità d’impiego, ma espone al rischio di non effettuare un’adeguata e preventiva valutazione dei requisiti di sicurezza. Questo rischio trova ragione d’essere nel fatto che, nei sistemi a servizio della medicina “digitale”, non è possibile stabilire alcuna priorità tra i requisiti della RID. Dalla tutela ai massimi livelli di ciascuna proprietà di Riservatezza, Integrità e Disponibilità dipendono, pertanto, la salute della persona e la protezione dei suoi dati più sensibili. A rendere ancora più articolato il quadro concorrono anche elementi di tipo tecnologico. Tra tutti si osservi che il collegamento in rete di alcuni dispositivi medici può avvenire anche in modo indiretto tramite tecnologie wireless (es. Bluetooth), oggettivamente più complesse da presidiare. La criticità dello scenario descritto, sebbene ancora parzialmente esplorato, aumenterà con la diffusione di applicazioni di Artificial Intelligence a supporto della diagnostica e della cura, nelle quali il controllo umano sarà sempre più complesso da applicare. A ciò si aggiungono anche tutte le attuali (e future) applicazioni della robotica a supporto delle attività umane, che possono spaziare dalla gestione della distribuzione dei farmaci fino alla “robotic-assisted surgery”. Anche la direttrice della facilità di accesso ai dati non è esente da rischi. L’uso promiscuo privato/professionale degli endpoint (pc, smartphone, tablet) e la pervasività delle app social renderanno inevitabilmente più ampia la cosiddetta “superficie d’attacco”. La diffusione dell’ICT nel mondo dalla sanità, quindi, consentirà di ridurre il rischio dell’errore umano e faciliterà l’accesso ai servizi, ma – inevitabilmente – innalzerà l’esposizione ad attacchi deliberati, determinando possibili significativi impatti sulle persone e sull’intera comunità sociale.@PRODUZIONE RISERVATA
CYBERSECURITY: COSA È IRRINUNCIABILE IN EPOCA COVID-19
11 Dicembre 2020
La pandemia ha provocato un cambiamento repentino nel rischio cyber, che occorre gestire con approcci capaci di adattarsi a una situazione estremamente dinamica Le nuove architetture di rete che impiegano paradigmi di virtualizzazione e automazione, l’adozione di soluzioni multi-cloud accompagnate con misure di prevenzione e protezione dai rischi di cyber attack, stanno dimostrando buona tenuta e agilità, a beneficio delle aziende e dei servizi rivolti ai cittadini. L’emergenza sanitaria Covid-19 ha provocato un cambiamento repentino nel rischio cyber a cui aziende e persone sono esposte. La pandemia ha accelerato anche la spinta verso nuove architetture di rete sempre più flessibili e prive di un perimetro ben definito che porta le aziende verso nuove sfide. Tra queste vi è senza dubbio l’incremento degli accessi remoti, dettato da un numero sempre crescente di utenti che studiano a distanza o lavorano al di fuori del proprio ufficio accedendo alle reti aziendali, alle applicazioni e ai servizi cloud. Senza dimenticare l’aumento della superficie di attacco, dovuta alla presenza di un maggior numero dispositivi connessi ai sistemi aziendali. Occorre, quindi, gestire la cybersecurity con approcci capaci di adattarsi a una situazione estremamente dinamica. In questo scenario è molto efficace il modello “zero trust”, un approccio strategico alla sicurezza che può essere tradotto in "non fidarsi mai e verificare sempre". Il modello di sicurezza zero-trust, infatti, spinge a mettere in discussione i presupposti di fiducia a ogni tentativo di accesso, superando il concetto di sicurezza perimetrale. Non possiamo più presumere che le entità interne alle organizzazioni aziendali siano sempre affidabili o che sia sufficiente controllarle periodicamente. In questo modo si possono neutralizzare quelle che vengono definite minacce laterali. La necessità di gestire situazioni non ordinarie, caratterizzate da picchi molto elevati e prolungati, ha rimesso al centro la necessità conferire maggiore agilità, scalabilità e flessibilità alle infrastrutture IT delle aziende e di aumentare la digitalizzazione dei processi di business. A questa necessità si può rispondere con la costruzione di una infrastruttura virtuale snella che utilizzi, oltre alle reti private, anche quelle pubbliche. Una soluzione considerata difficilmente realizzabile fino a poco tempo fa, a causa della scarsa propensione delle aziende a impiegare la connettività pubblica, ora superabile con l’adozione di una rete virtuale dedicata, sicura, con qualità di servizio garantita e dai costi ridotti, proprio perché realizzata integrando infrastruttura pubblica e privata. Questo processo di trasformazione procede con l’introduzione di architetture e tecnologie mirate ad accelerare la digitalizzazione, facilitando l’adozione di soluzioni di Public Cloud e Hybrid Cloud opportunamente bilanciate e integrate con soluzioni di Edge Computing, in grado di ridurre la latenza di elaborazione delle informazioni con un aumento della capacità elaborativa distribuita sul territorio. Accompagnando le aziende verso queste trasformazioni digitali, sosteniamo un più rapido e sicuro go-to-market di nuovi servizi, l’ottimizzazione dei costi di gestione, grazie alla razionalizzazione dei sistemi, oltre che la riduzione dei costi operativi, permettendo per esempio di gestire gli interventi di manutenzione a distanza. Su queste basi, si creano le condizioni ottimali per sperimentare in maniera diffusa soluzioni innovative in ambito IoT, la realtà aumentata e virtuale, al fine di aumentare il controllo, la gestione e la manutenzione dei propri asset distribuiti sul territorio. IIntervista di Impresacity a Benedetto Di Salvo, Vice President della Business Unit Digital Solutions di Sirti (fonte originale)
SIRTI ANNUNCIA L’ACQUISIZIONE DI WELLCOMM ENGINEERING, SOCIETA’ LEADER NEL MERCATO DELLA CYBER SECURITY
16 Luglio 2019
SIRTI ANNUNCIA L’ACQUISIZIONE DI WELLCOMM ENGINEERING, SOCIETA’ LEADER NEL MERCATO DELLA CYBER SECURITY Milano, 13 Giugno 2019 – Sirti, società leader nel mercato delle infrastrutture tecnologiche, annuncia l’acquisizione di Wellcomm Engineering, società leader sul mercato italiano in ambito Cyber Security. L’operazione di acquisto, parte della strategia di rafforzamento e sviluppo del posizionamento del Gruppo Sirti, guidato dall’Amministratore Delegato Roberto Loiola, si traduce in un potenziamento del portafoglio di offerta nei segmenti di mercato in cui opera la Business Unit Digital Solutions e apre nuove prospettive di mercato nei settori Finance e Industry. Nino Marsanasco mantiene il ruolo di Amministratore Delegato di Wellcomm Engineering mentre Benedetto Di Salvo, che guida la Business Unit Digital Solutions di Sirti, è stato nominato Presidente. Il nuovo Consiglio di Amministrazione di Wellcomm Engineering è costituito dai seguenti Consiglieri: Benedetto Di Salvo, Nino Marsanasco, Maria Stella Brena, Roberto Loiola e Marco Gandini. Al fine di dare esecuzione all’operazione è stata completata un’articolata manovra di rafforzamento patrimoniale da parte del socio unico di Sirti, PS Reti e Pillarstone SPV, il tutto coerentemente con gli accordi intervenuti nell’ambito del piano di risanamento attestato nel 2016. Roberto Loiola, CEO di Sirti dichiara: “Sono orgoglioso di annunciare questa operazione di M&A, che rappresenta una forte spinta verso la diversificazione del business in linea con gli obiettivi del Piano Strategico di Sirti. L’acquisizione di Wellcomm Engineering consente a Sirti di rafforzare il proprio portafoglio di servizi nella Cyber Security, un ambito in forte crescita e strategico per tutti i nostri Clienti”. Nino Mansarasco, CEO di Wellcomm Engineering dichiara: “E’ un onore per noi divenire parte di un Gruppo che ha fatto la storia del Paese come Sirti. Questa operazione consente di mettere in atto numerose sinergie in termini di know how e di capacità operative, di accelerare la crescita e di assicurare un futuro di lungo termine ai nostri dipendenti.” Benedetto Di Salvo, Vice President della Business Unit Digital Solutions di Sirti dichiara: “Il portafoglio della Business Unit Digital Solution di Sirti si arricchisce di solide competenze e tecnologie in ambito Cyber Security, grazie a questa operazione. La forte complementarietà tra le aziende consente di amplificare la nostra capacità di generare valore per i nostri clienti attraverso soluzioni e servizi ad alto contenuto tecnologico.”
L’esperienza in cyber security di Sirti a supporto delle aziende contro gli attacchi informatici
30 Marzo 2016
Vincenzo De Lisi, CIO di Sirti, ha raccontato a "Cyber security: tecnologie, innovazione e infrastrutture " evento organizzato da Confindustria, Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza e Confindustria Digitale, quali soluzioni e strumenti adotta l’azienda per tutelarsi in ambito sicurezza informatica Milano, 24 marzo 2016 – In occasione dell’incontro “Cyber security: tecnologie, innovazione e infrastrutture. Come tutelare gli asset strategici delle imprese” organizzato da Confindustria, Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza e Confindustria Digitale in collaborazione con Il Sole 24 Ore e Var Group Business Partner IBM, Sirti ha esposto alla platea di aziende e imprenditori presenti al seminario la propria testimonianza in ambito sicurezza informatica e le misure da adottare in un contesto aziendale in cui la tecnologia mobile è fortemente presente e rappresenta un fattore strategico per il business. “Operiamo con oltre 2.500 professionisti dislocati sul territorio nazionale che si occupano della progettazione, realizzazione e manutenzione di infrastrutture di rete, di rilievi sul campo e della gestione del magazzino, supportati da terminali mobile di ultima generazione. Per noi la sicurezza è fondamentale per gestire la nostra mobile workforce in modo ottimale e per non incappare in manomissioni di dati e informazioni strategiche: per questo adottiamo tecniche e strumenti all’avanguardia nella gestione dell’endpoint”, dichiara Vincenzo De Lisi, CIO di Sirti. “Per la gestione dei terminali mobili nel loro complesso ci siamo affidati a una soluzione di cyber security IBM che ci permette di centralizzare i controlli di sicurezza, gestire da remoto i terminali con la possibilità di cancellazione interna dei dati, oltre al controllo dell’installato, segnalandoci immediatamente eventuali applicazioni malevoli”. L'evento è stato l'occasione per un confronto sul tema della sicurezza informatica e sui potenziali rischi per le aziende nell'attuale contesto economico, caratterizzato da un processo di digitalizzazione sempre più accelerato. Il processo di digitalizzazione che stiamo vivendo in questo periodo storico, in cui ci sono sempre più oggetti fisici connessi tra loro e alla rete, impone una attenta riflessione da parte degli imprenditori sui possibili rischi connessi all’adozione delle tecnologie digitali e su quali strumenti utilizzare per far fronte al crescente fenomeno delle minacce informatiche. *** Sirti S.p.A Fondata nel 1921, Sirti è l’azienda italiana che coniuga alla esperienza di quasi un secolo nella progettazione, realizzazione e manutenzione delle infrastrutture di rete, solide competenze nell’erogazione di Managed Services, realizzazione di Progetti Speciali di System Integration e Smart Solutions. Sirti è player di successo anche a livello internazionale con una presenza in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti, in Libia, in Qatar, in Spagna e in Scandinavia. Ulteriori informazioni sull'azienda sono disponibili sul sito web oldsite.sirti.it e su LinkedIn Gruppo Sirti S.p.A. comunicazione@sirti.it
Dall'asset alla sovranità: perché le infrastrutture sono tornate al centro della competizione sull'AI
28 Luglio 2026
Le infrastrutture sono il cuore dell’era AI. Uno dei cambiamenti più significativi che stiamo vivendo nel nostro settore. Questo è uno dei messaggi che ha portato Massimiliano De Carolis, CEO di Sirti Digital Solutions S.p.A., in un recente confronto a Telco per l’Italia sul futuro delle infrastrutture digitali. Il CEO ha richiamato una riflessione basata su un insieme sempre più ampio di evidenze: una parte del valore si sta spostando dai modelli puramente capital-light verso capacità fisiche e infrastrutture difficili da replicare. Reti, data center, sistemi energetici, cybersecurity, capacità computazionale e infrastrutture industriali stanno tornando a essere percepiti come asset scarsi, strategici e indispensabili per costruire la prossima generazione di servizi digitali. Tra gli studi che hanno codificato questa dinamica, Goldman Sachs l'ha definita ‘’HALO Effect’’: Heavy Assets, Low Obsolescence. Sono ‘’HALO’’ quei business che combinano una base significativa di capitale fisico, protetta da barriere legate al costo, alla regolamentazione, ai tempi di costruzione o alla complessità ingegneristica, con asset la cui rilevanza economica tende a sopravvivere ai singoli cicli tecnologici. Un messaggio chiaro: nell'era dell'AI, il valore non risiede soltanto negli algoritmi, ma sempre più nelle infrastrutture che li rendono possibili. Reti, data center, cybersecurity ed energia tornano ad essere asset strategici per costruire la prossima generazione di servizi digitali. I numeri confermano la lettura L'analisi di Goldman Sachs mostra che il paniere europeo delle società Capital Intensive ha sovraperformato quello delle società Capital Light di circa il 35% dall'inizio del 2025. Parallelamente, il divario di valutazione tra i due gruppi si è quasi completamente chiuso. L'aspetto più rilevante è che la convergenza non è stata determinata principalmente da un crollo generalizzato delle valutazioni delle società capital-light. È stata trainata soprattutto dal re-rating delle società capital-intensive, a cui il mercato sta riconoscendo maggiore valore in termini di scarsità, resilienza, capacità produttiva e rilevanza strategica. Il multiplo forward P/E delle società europee capital-intensive è risalito da circa 9 volte, nel punto di minimo del 2020, a circa 16 volte nel 2026, avvicinandosi ai livelli delle società capital-light. Lo sconto, che in passato aveva raggiunto valori prossimi al 50%, si è ormai fortemente ridotto. Non si tratta necessariamente della fine del modello asset-light. Si tratta della fine dell'idea che l'infrastruttura sia una componente indistinta, abbondante e facilmente sostituibile. Perché sta succedendo: l'AI non è solo codice Il paradosso è che è proprio l'intelligenza artificiale a guidare questa inversione. L'AI richiede calcolo, reti, fibra, cybersecurity, data center, energia: è capex fisico, con una scarsità reale. I cinque grandi hyperscaler americani investiranno circa 1.500 miliardi di dollari tra il 2023 e il 2026 in data center, energia, reti e raffreddamento. Amazon prevede di investire circa 200 miliardi di dollari nel 2026 nell'intero gruppo, sostenuta dalla domanda di AI, cloud, chip proprietari, robotica e altre infrastrutture Alphabet ha indicato una guidance di 175–185 miliardi di dollari, rispetto ai 91,4 miliardi effettivamente investiti nel 2025 Meta ha aumentato la propria guidance 2026 a 125–145 miliardi di dollari, includendo i pagamenti principali relativi ai leasing finanziari Microsoft ha registrato capex per 34,9 miliardi nel primo trimestre fiscale, 37,5 miliardi nel secondo e 31,9 miliardi nel terzo, superando quindi 104 miliardi nei primi nove mesi dell'esercizio fiscale 2026 Oracle ha chiuso l'esercizio fiscale 2026 con 55,7 miliardi di dollari di capex, rispetto ai 21,2 miliardi dell'esercizio precedente L'AI non riduce quindi il bisogno di infrastrutture. Lo moltiplica. Ma c'è un'avvertenza che non si può ignorare: possedere l'infrastruttura è condizione necessaria, non sufficiente. Il valore nasce all'intersezione, non nei silos Oggi l'innovazione nasce dalla convergenza tra infrastrutture fisiche e digitali, dove reti, dati, software, cloud, cybersecurity e intelligenza artificiale operano come un unico ecosistema integrato. L'AI genera valore solo quando può contare su infrastrutture resilienti, dati affidabili e piattaforme in grado di trasformare i dati in decisioni. È con la convergenza di questi elementi che si costruisce il vantaggio competitivo delle imprese e si abilita la trasformazione digitale del Paese. Per anni reti, energia, data center, cybersecurity e IoT sono stati pianificati e finanziati come mondi separati, ciascuno con le proprie logiche di investimento. L'AI rompe questa separazione: un data center senza rete elettrica dedicata non scala, una rete senza cybersecurity integrata non è affidabile, un sistema IoT senza connettività e data center non genera dati utilizzabili. I cicli di investimento non sono più paralleli: si toccano, si condizionano, si abilitano a vicenda. È proprio in questa convergenza, non nella somma dei singoli asset, che si annida il vantaggio competitivo. In Italia si muoveranno oltre 165 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali nei prossimi tre anni, distribuiti su sei cicli convergenti: Rete elettrica — oltre 10 Mld€ (Piano di Sviluppo Terna 2025-2035, incl. Tyrrhenian & Adriatic Link) Generazione & distribuzione — oltre 52 Mld€ (Enel, DSO, Eni) Data center — oltre 25 Mld€ (83 progetti annunciati da 30 player tra hyperscaler e colocation) Reti TLC — oltre 31 Mld€ (BUL, FTTH, 5G, single network) Internet of Things — oltre 37 Mld€ (mercato italiano in crescita del +12% YoY) Cybersecurity — oltre 10 Mld€ (spesa IT security, NIS2 e PNRR, +12% YoY) Il valore, ancora una volta, non nasce nei singoli silos ma nell'intersezione tra questi cicli. E i capitali lo hanno già capito: oggi il 75% della raccolta dei fondi infrastrutturali globali va a strategie cross-vertical, costruite esplicitamente per investire sulle convergenze. Non sorprende che nel 2024 BlackRock abbia acquisito Global Infrastructure Partners per circa 12,5 miliardi di dollari, né che sia nata una partnership con Microsoft e altri investitori pensata per mobilitare fino a 100 miliardi di dollari in infrastrutture per l'AI, dai data center alla generazione di energia. Dove gioca SDS in questo nuovo stack È in questo scenario che si colloca il ruolo di Sirti Digital Solutions: l'abilitatore del passaggio dalla digital economy alla AI economy. Non un fornitore di un singolo tassello: la fibra, il data center, la cybersecurity, SDS è l'attore che mette in convergenza tutti questi livelli, trasformandoli in un'unica piattaforma su cui l'AI può effettivamente generare valore. SDS è posizionata proprio sugli enabling layer che il mercato sta rivalutando: connectivity & networks (fibra, private 5G, backbone, reti a bassa latenza), data center & edge, cyber & resilience, energy integration, data/AI & observability (network observability, AIOps, NextGen NOC) e managed services. Non a caso, sul Capital Intensity Score elaborato da Goldman Sachs, i settori in cui opera SDS — Utilities (86%), Telecom (75%), Energy (66%) — si collocano ai vertici della classifica, mentre software e IT services, i segmenti che l'AI sta rendendo commodity, restano in fondo. La domanda giusta non è "quanta rete costruiamo" La domanda allora non è più "quanta rete costruiamo", ma "riusciamo a trasformarla in una piattaforma intelligente?". Sì, e ci sono già casi tangibili: manutenzione predittiva, efficienza energetica, cybersecurity integrata, dati come asset strategico. Non sono opportunità future: sono casi d'uso maturi, con un ROI già dimostrabile. Fino alla sovranità Ed è qui che il ragionamento si chiude su se stesso. Il tema con cui l'AI si sta confrontando in questa fase non è più "cosa possiamo fare con l'AI", ma "come la usiamo senza perdere il controllo dei nostri dati e del nostro patrimonio di conoscenza". È il concetto di AI Sovereignty: non riguarda soltanto la privacy, riguarda il controllo dell'intera catena: dati, modelli, infrastruttura, capacità computazionale, governance. La distinzione è netta: la privacy protegge il dato, la sovranità protegge il suo valore economico. Ed è per questo che l'AI sta riportando valore ai data center: dopo anni in cui il paradigma dominante è stato tutto sul cloud, sempre più organizzazioni valutano inferenza on-premise, private AI, data center aziendali e cloud ibrido per mantenere il controllo su dati e modelli. Non a caso in Europa si moltiplicano le iniziative di sovranità digitale, mentre cresce il numero di aziende che riportano parte dei propri carichi di lavoro fuori dal public cloud per motivi di costo e controllo. Torniamo così al punto di partenza: le infrastrutture sono tornate al centro perché sono la condizione fisica della sovranità. Non bastano da sole: servono la convergenza tra reti, dati, energia, cybersecurity e AI, e piattaforme capaci di renderle intelligenti, ma senza infrastrutture proprie, resilienti e integrate, la sovranità sui propri dati e sui propri modelli resta un'affermazione di principio, non una capacità reale. È esattamente qui che si gioca il ruolo di SDS: abilitare questa convergenza, accompagnando imprese e Pubblica Amministrazione nel passaggio dalla digital economy alla AI economy. Il valore non è nell'asset. È nella sovranità di ciò che ci costruisci sopra.
L’AI industriale ha bisogno di meno promesse e più infrastruttura
29 Giugno 2026
L’Intelligenza Artificiale applicata al mondo industriale ed enterprise sta vivendo una fase di profonda transizione. Esaurito l’entusiasmo iniziale guidato dall’hype dei Large Language Models (LLM) e dalle grandi promesse tecnologiche, le aziende e le istituzioni si trovano oggi davanti a un principio di realtà: per scaricare a terra il potenziale dell’AI serve una solida base infrastrutturale. Come evidenziato da Ludovico Basili - Director of Data AI & IoT di Sirti Digital Solutions- in un recente approfondimento su Agenda Digitale, la partita dell'innovazione e della produttività non si giocherà sulla complessità degli algoritmi, ma sulla solidità e sulla scalabilità delle architetture sottostanti. La regola d'oro di questo nuovo paradigma è netta: chi controlla l’infrastruttura, controlla l’intelligenza. La trappola dell'algoritmo e il primato dell'infrastruttura Fino a oggi l'attenzione dei media e dei mercati si è concentrata quasi esclusivamente sui modelli di Intelligenza Artificiale. Tuttavia, nel contesto industriale ed enterprise, l'algoritmo rappresenta solo la punta dell'iceberg. L’AI non è una tecnologia a sé stante, ma il risultato della convergenza di un intero ecosistema: connettività ultra-veloce (5G Advanced), Edge Computing, Cloud flessibili e soluzioni IoT. L’AI industriale non può permettersi le latenze o le approssimazioni delle applicazioni consumer; richiede determinismo, sicurezza assoluta, elaborazione in tempo reale e continuità operativa. Senza una rete in grado di trasportare flussi massivi di dati e senza nodi Edge capaci di elaborarli sul campo (vicino alle macchine e ai processi produttivi), anche il modello predittivo più sofisticato resta inutilizzabile. Per passare dai progetti pilota (PoC) alla produzione su larga scala, la priorità deve essere la modernizzazione dell'infrastruttura di rete. Sovranità del dato, sicurezza e la sfida geopolitica Un altro tema cruciale emerso dall'analisi è la governance e la tutela del dato. Nell'era dell'AI, i dati aziendali sono il patrimonio più prezioso. Alimentare modelli di intelligenza artificiale commerciali o non protetti significa rischiare di esporre la proprietà intellettuale e il know-how aziendale. Diventa quindi fondamentale investire in architetture che garantiscano la sovranità del dato, la protezione da minacce cyber e il rispetto delle normative (come il neonato AI Act europeo). L'Europa, conscia del divario computazionale rispetto a giganti come USA e Cina, sta accelerando sugli investimenti infrastrutturali per garantire che le imprese possano innovare all'interno di un perimetro sicuro, affidabile e localizzato. L'importanza della sinergia Pubblico-Privato e delle Competenze L'evoluzione tecnologica non può essere sostenuta dalle sole forze delle singole aziende. Richiede una forte cooperazione tra settore pubblico e privato: i piani governativi, i fondi per la digitalizzazione (come il PNRR e il piano Transizione 5.0) e le strategie nazionali devono focalizzarsi non solo sull'adozione di software "intelligenti", ma sul finanziamento delle reti di comunicazione e dei data center europei. Infine, l'infrastruttura tecnologica non può prescindere da quella umana. L'introduzione dell'AI nelle fabbriche e nei processi aziendali richiede una profonda trasformazione delle competenze. I programmi di upskilling e reskilling della forza lavoro sono l'unico modo per garantire che le persone siano in grado di governare queste architetture complesse, trasformando la tecnologia in reale efficienza operativa, sostenibilità e nuovi servizi a valore aggiunto. Verso un nuovo paradigma industriale Le imprese che sapranno combinare l'Intelligenza Artificiale con infrastrutture digitali evolute ed resilienti saranno le uniche capaci di accelerare i processi decisionali e aumentare la produttività in modo strutturale. La vera rivoluzione dell'Industria 4.0 non risiede in un singolo algoritmo miracoloso, ma nella capacità di far dialogare piattaforme, dati e competenze all'interno di un'architettura coerente. È tempo di fare meno promesse e costruire più infrastruttura. Link per leggere l'intero articolo: http://agendadigitale.eu/industry-4-0/lai-industriale-ha-bisogno-di-meno-promesse-e-piu-infrastruttura/
UFFICIO STAMPA
SIRTI DIGITAL SOLUTIONS
Ivana Borrelli, CMO, i.borrelli@sirti.it
Valentina De Meo, Head of Brand Marketing & Communication, v.demeo@sirti.it