ARTICOLI
Cybersecurity e machine automation, la visione di Sirti Digital Solutions
20 Dicembre 2024

Giovanni Sannino, Head of Operations Sirti Digital Solutions e Sirti Group Information Technology Office, ci parla di cybersecurity, machine automation e IA.
In un mondo sempre più connesso, investire in soluzioni basate su IA e machine automation è una necessità per proteggere infrastrutture e dati critici.
Ormai da tempo è chiaro che la sicurezza informatica sia un elemento imprescindibile per un grande quantità di soggetti, non solo in ambito produttivo ma anche amministrativo e dei servizi. La crescente complessità e frequenza delle minacce informatiche, infatti, richiede una sempre maggior attenzione alla tutela dei dati e dei processi operativi e impone l’adozione di un approccio innovativo alla sicurezza digitale.
L’andamento delle minacce
Se si guarda alle statistiche, secondo il Rapporto Clusit 2023, gli attacchi informatici gravi, sono aumentati del 21% rispetto all’anno precedente, con un incremento esponenziale delle minacce basate su ransomware e malware avanzato. In questo scenario, l’intelligenza artificiale (AI) e la machine automation stanno emergendo come soluzioni fondamentali per rafforzare le difese e migliorare l’efficienza dei sistemi di cybersecurity. Soprattutto, l’AI si dimostra una risorsa cruciale, capace di individuare e bloccare attacchi informatici prima che si verifichino: il 69% delle aziende intervistate da uno studio di Capgemini ritiene, infatti, che questa tecnologia sia essenziale per la sicurezza.
A conferma di ciò, come evidenziato dal Rapporto IBM 2022, le organizzazioni che hanno adottato soluzioni di sicurezza basate sull’AI hanno registrato notevoli vantaggi, a partire da una riduzione dei tempi di risposta agli incidenti del 74% rispetto ai sistemi tradizionali. Ancora, uno studio di Gartner riporta che questo approccio consente di migliorare l’efficienza operativa, riducendo i costi legati agli attacchi fino al 30%, offrendo, al contempo, una protezione più proattiva contro minacce evolute come i malware generati dalla stessa AI. La stessa indagine prevede, infatti, che entro il 2025 il 90% dei processi di rilevamento delle minacce nelle grandi aziende sarà automatizzato attraverso AI e machine learning.
Nella pratica, l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la cybersecurity grazie alla sua capacità di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, rilevando comportamenti sospetti e anomalie difficilmente individuabili con sistemi tradizionali. Tecniche avanzate come il phishing evoluto e il malware polimorfico, che spesso sfuggono ai metodi convenzionali, vengono contrastate attraverso algoritmi di machine learning capaci di individuare schemi insoliti. Oltre a rilevare minacce, l’AI consente di automatizzare la risposta agli incidenti, intervenendo immediatamente per limitare i danni, ad esempio bloccando accessi non autorizzati o mettendo in quarantena file sospetti.
Uno dei principali vantaggi dell’AI è, inoltre, la sua capacità di apprendere e adattarsi continuamente. I modelli di machine learning evolvono nel tempo, migliorando la loro efficacia nel riconoscere nuove tipologie di attacchi e rendendo i sistemi di difesa più flessibili e resilienti. Questo si traduce in benefici tangibili per le organizzazioni, come la riduzione dei falsi positivi, che spesso sovraccaricano i team IT con avvisi che si rivelano innocui, un monitoraggio continuo e scalabile che garantisce protezione 24/7 anche per infrastrutture complesse e il rafforzamento dei sistemi di sicurezza aziendali grazie alla capacità di identificare potenziali vulnerabilità e di intervenire prima che un attacco possa verificarsi.
L’AI e la cybersecurity
Tuttavia, l’adozione dell’AI nella cybersecurity non è priva di sfide. Gli algoritmi richiedono grandi quantità di dati per funzionare efficacemente, sollevando questioni di privacy e sicurezza dei dati stessi. Inoltre, anche i cybercriminali utilizzano l’AI per migliorare i loro attacchi – McAfee ha evidenziato come i malware generati da AI siano in crescita – generando una sorta di corsa agli armamenti digitali. L’implementazione di queste tecnologie richiede, peraltro, investimenti significativi e competenze specializzate. Ad ogni modo, i benefici restano, comunque, di gran lunga superiori ai costi. Secondo uno studio di Accenture Security, infatti, ogni dollaro investito in tecnologie AI per la sicurezza genera un ritorno medio di 3,5 volte, grazie alla riduzione dei costi legati a incidenti e recupero.
Investire in soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e la machine automation non rappresenta solo un vantaggio competitivo, bensì ormai anche una necessità per poter proteggere infrastrutture e dati critici in ogni industry. La capacità di queste tecnologie di analizzare dati, rilevare minacce e rispondere rapidamente agli attacchi stanno ridefinendo gli standard di sicurezza e il futuro della cybersecurity. Sono evidenze, tra l’altro, che emergono anche dalla nostra esperienza diretta maturata attraverso il Competence Center proprietario, che fa leva sul Digital Lab di Sirti Digital Solutions e sulla co-creazione in sinergia con i partner tecnologici e i clienti.http://Cybersecurity e machine automation, la visione di Sirti Digital Solutions
Sirti Digital Solutions S.pA., la company tech del Gruppo Sirti, market leader in IT Infrastructures Services, specializzata nella system integration e nella trasformazione digitaleattraverso i servizi di networking, sw & system integration, cybersecurity, IoT, Cloud & Technological Plants. 1100 certificazioni rilasciate dai più importanti player di tecnologia a livello mondiale. L’azienda dispone di un Digital Lab dedicato allo sviluppo e realizzazione, in logica di co-creation con Vendor, Clienti e start up, di nuove soluzioni digitali
Articoli Simili
Gennaio 07, 2026
AI come tecnologia “enabler”: dall’impatto misurabile al valore per l’intera filiera Telco.
Dicembre 29, 2025
IT/OT Convergence: opportunità e sfide dell’AI
Leggi anche
Sirti e la sfida della paternità: “Così sosteniamo i papà, anche quando lavorano in presenza e su turni”
I papà contano. In famiglia, certo, ma anche in azienda. Da segnalare l’esperienza di Sirti, 103 anni di storia nel settore delle reti e ora un ruolo nell’ambito delle infrastrutture digitali. Sirti ha due caratteristiche che la rendono interessante quando si parla di politiche per la conciliazione tra famiglia e lavoro. La prima è che sui 3.800 dipendenti, di cui 3.500 in Italia, le donne sono soltanto 200, concentrate nelle funzioni di staff. Gli uomini, poi, oltre a essere la stragrande maggioranza, lavorano in gran parte sul campo. Si parla di circa 2.000 tra installatori e giuntisti con mansioni non compatibili con il lavoro agile e turni su un arco orario ampio. L’azienda ha deciso di adottare una politica a sostegno della genitorialità attiva che va incontro alle esigenze dei padri ma in qualche modo stimola anche nei dipendenti la disponibilità a vivere in modo più attivo la paternità. “Su questo tema abbiamo investito molto insieme con i sindacati”, racconta il direttore Risorse umane e Organizzazione Clemente Perrone. Nel concreto, Sirti ha sviluppato al suo interno una campagna informativa in merito alle regole sul congedo per i papà. Banale? Niente affatto. Basti pensare che ancora oggi molti papà non sfruttano il congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni pagati al 100%: il fatto che l’azienda in cui lavori faccia conoscere il congedo è di per se una assicurazione rispetto al fatto che non sarai penalizzato. E questo è già un via libera. Il gruppo delle telecomunicazioni, poi, ha introdotto permessi retribuiti per sostenere i percorsi di adozione in Italia e all’estero. Ma soprattutto agli uomini che lavorano in presenza nei servizi di manutenzione e installazione fino al compimento del terzo mese del bambino è garantita la possibilità di ruotare sui turni in modo da ridurre al minimo i casi di trasferte superiori a 300 chilometri e di durata superiore alla settimana continuativa. In accordo con il proprio responsabile, chi ha mansioni che si possono svolgere da remoto ha la possibilità di lavorare da casa per quattro giorni alla settimana. “I generale, in nostri dipendenti possono contare su 2 giorni alla settimana di lavoro da casa, 3 nelle aree metropolitane – racconta Perrone -. Per i neopapà abbiamo ritenuto di potenziare questa possibilità”. Alle mamme per tre mesi è garantita un’integrazione del 50% dello stipendio rispetto al 30% già previsto nel congedo parentale. E i papà? “Non escludiamo di allargare anche a loro”, risponde Perrone. “Ormai in azienda sono rappresentate quattro generazioni, mettere le persone al centro significa tenere conto di esigenze diverse – continua il direttore Risorse umane -. Nel contratto integrativo negoziato la scorsa primavera abbiamo introdotto un servizio di supporto al benessere psicologico. Si tratta di consulti psicologici online per i dipendenti e per i loro familiari. Abbiamo avuto oltre 100 accessi in sei mesi. Anche questo è un pezzo della risposta alle esigenze delle nostre persone”. Leggi l'articolo completo del Corriere della Sera https://nuvola.corriere.it/2024/12/16/sirti-e-la-sfida-della-paternita-cosi-sosteniamo-i-papa-anche-quando-lavorano-in-presenza-e-su-turni/ Sirti S.p.A. è la holding dell’omonimo gruppo fondato nel 1921, player di riferimento - con oltre 3.500 dipendenti e oltre 40 sedi operative sul territorio nazionale - nell’adozione di soluzioni innovative nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete e dei servizi digitali e di cybersecurity.
GRUPPO SIRTI: AL VIA IL PROGETTO DI ULTERIORE VALORIZZAZIONE DEI BUSINESS TELCO E DIGITAL SOLUTIONS
Sirti Telco Infrastructures e Sirti Digital Solutions saranno ancora più protagoniste dei rispettivi mercati di riferimento Michele Scibetta diventa nuovo Group CEO Milano, 13 gennaio 2025 – Sirti S.p.A., hub di innovazione nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete e dei servizi digitali e di cybersecurity e controllata da RSCT Fund (Responsible & Sustainable Corporate Turnaround Fund), gestito da IQEQ con l’advisory esclusiva di Pillarstone, ha annunciato oggi l’avvio di una nuova fase di ulteriore rilancio del Gruppo. Tale fase prevede una sempre maggiore focalizzazione anche nella governance e strategia delle due società controllate Sirti Telco Infrastructures e Sirti Digital Solutions, con l’obiettivo di rafforzarne ulteriormente il posizionamento strategico distintivo nell’adozione di soluzioni innovative per la trasformazione digitale delle infrastrutture nei settori delle telecomunicazioni, dell’energia, dei trasporti e della difesa, e nello sviluppo di servizi digitali e di cybersecurity. Questa nuova fase nella storia di Sirti segue il percorso di razionalizzazione e di trasformazione avviato nel 2016 con il supporto di Pillarstone, attuato attraverso significativi investimenti, la dismissione delle divisioni Trasporti e Energia, e finalizzato alla focalizzazione strategica su Sirti Telco Infrastructures e Sirti Digital Solutions. Tale percorso di forte rilancio ha consentito al Gruppo di far crescere il fatturato dai 600 milioni del 2016 ai quasi 900 milioni del 2024, ridurre l’indebitamento netto a circa 2 volte l’EBITDA e quindi completare con successo a fine 2024 il proprio percorso di risanamento. Alla guida del Gruppo Sirti è chiamato come Amministratore Delegato di Sirti S.p.A. l’avvocato Michele Scibetta, che subentra all’ingegner Laura Cioli, che Sirti ringrazia per aver guidato il Gruppo nel percorso virtuoso di crescita e rilancio negli ultimi 3 anni. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Palermo e con Master (LLM) alla Durham University, Michele Scibetta approda in Sirti nel 2014 come senior manager – dopo una decennale esperienza presso alcuni tra i più prestigiosi studi legali internazionali – assumendo la guida della direzione Group Corporate, Legal, Public & Tax Affairs. Michele Scibetta ha ricoperto negli anni ruoli di crescente responsabilità, maturando una significativa esperienza nell’adozione e nell’implementazione delle decisioni chiave che hanno consentito il rilancio del Gruppo, sia come membro del top management sia come componente del Consiglio di Amministrazione di Sirti e delle principali società del Gruppo Sirti, fra cui Sirti Telco Infrastructures, Sirti Digital Solutions e la sua controllata Wellcomm Engineering dedicata alla cybersecurity, società quest’ultima acquisita nel 2019. Sirti S.p.A. è la holding dell’omonimo gruppo fondato nel 1921, player di riferimento - con oltre 3.500 dipendenti e oltre 40 sedi operative sul territorio nazionale - nell’adozione di soluzioni innovative nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete e dei servizi digitali e di cybersecurity.