ARTICOLI
CYBERSECURITY: COSA È IRRINUNCIABILE IN EPOCA COVID-19
11 Dicembre 2020
La pandemia ha provocato un cambiamento repentino nel rischio cyber, che occorre gestire con approcci capaci di adattarsi a una situazione estremamente dinamica
Le nuove architetture di rete che impiegano paradigmi di virtualizzazione e automazione, l’adozione di soluzioni multi-cloud accompagnate con misure di prevenzione e protezione dai rischi di cyber attack, stanno dimostrando buona tenuta e agilità, a beneficio delle aziende e dei servizi rivolti ai cittadini. L’emergenza sanitaria Covid-19 ha provocato un cambiamento repentino nel rischio cyber a cui aziende e persone sono esposte. La pandemia ha accelerato anche la spinta verso nuove architetture di rete sempre più flessibili e prive di un perimetro ben definito che porta le aziende verso nuove sfide. Tra queste vi è senza dubbio l’incremento degli accessi remoti, dettato da un numero sempre crescente di utenti che studiano a distanza o lavorano al di fuori del proprio ufficio accedendo alle reti aziendali, alle applicazioni e ai servizi cloud. Senza dimenticare l’aumento della superficie di attacco, dovuta alla presenza di un maggior numero dispositivi connessi ai sistemi aziendali. Occorre, quindi, gestire la cybersecurity con approcci capaci di adattarsi a una situazione estremamente dinamica. In questo scenario è molto efficace il modello “zero trust”, un approccio strategico alla sicurezza che può essere tradotto in "non fidarsi mai e verificare sempre". Il modello di sicurezza zero-trust, infatti, spinge a mettere in discussione i presupposti di fiducia a ogni tentativo di accesso, superando il concetto di sicurezza perimetrale. Non possiamo più presumere che le entità interne alle organizzazioni aziendali siano sempre affidabili o che sia sufficiente controllarle periodicamente. In questo modo si possono neutralizzare quelle che vengono definite minacce laterali. La necessità di gestire situazioni non ordinarie, caratterizzate da picchi molto elevati e prolungati, ha rimesso al centro la necessità conferire maggiore agilità, scalabilità e flessibilità alle infrastrutture IT delle aziende e di aumentare la digitalizzazione dei processi di business. A questa necessità si può rispondere con la costruzione di una infrastruttura virtuale snella che utilizzi, oltre alle reti private, anche quelle pubbliche. Una soluzione considerata difficilmente realizzabile fino a poco tempo fa, a causa della scarsa propensione delle aziende a impiegare la connettività pubblica, ora superabile con l’adozione di una rete virtuale dedicata, sicura, con qualità di servizio garantita e dai costi ridotti, proprio perché realizzata integrando infrastruttura pubblica e privata. Questo processo di trasformazione procede con l’introduzione di architetture e tecnologie mirate ad accelerare la digitalizzazione, facilitando l’adozione di soluzioni di Public Cloud e Hybrid Cloud opportunamente bilanciate e integrate con soluzioni di Edge Computing, in grado di ridurre la latenza di elaborazione delle informazioni con un aumento della capacità elaborativa distribuita sul territorio. Accompagnando le aziende verso queste trasformazioni digitali, sosteniamo un più rapido e sicuro go-to-market di nuovi servizi, l’ottimizzazione dei costi di gestione, grazie alla razionalizzazione dei sistemi, oltre che la riduzione dei costi operativi, permettendo per esempio di gestire gli interventi di manutenzione a distanza. Su queste basi, si creano le condizioni ottimali per sperimentare in maniera diffusa soluzioni innovative in ambito IoT, la realtà aumentata e virtuale, al fine di aumentare il controllo, la gestione e la manutenzione dei propri asset distribuiti sul territorio. IIntervista di Impresacity a Benedetto Di Salvo, Vice President della Business Unit Digital Solutions di Sirti (fonte originale)Articoli Simili
Settembre 25, 2023
Sirti Digital Solutions con Enel per le infrastrutture di Gruppo
Settembre 12, 2023
Sirti Digital Solutions: IoT, sicurezza pubblica e smart city
Leggi anche
RECOVERY FUND: SARANNO CRUCIALI GLI INVESTIMENTI NELLE INFRASTRUTTURE DI RETE
Intervista di EconomyMag ad Andrea Mondo, Vice President Operations di Sirti SpA Per Andrea Mondo di Sirti "la fibra ottica come backbone strutturale fisso e la penetrazione della tecnologia mobile 5G" La trasformazione digitale – insieme alla sostenibilità e Sanità – è uno dei temi chiave contenuti nel Recovery Fund (Next Generation EU), con cui l’Europa intende rilanciare le economie dei paesi membri, colpite profondamente dall’emergenza sanitaria tuttora in corso, con l’obiettivo di avere in futuro una “Europa più ecologica, digitale e resiliente”. D’altronde, se ancora ce ne fosse bisogno, la pandemia da COVID-19 ha reso ancora più evidente come la trasformazione digitale rappresenti un passo obbligato per il futuro del nostro paese, sia in termini di competitività delle imprese che in termini di evoluzione della nostra società, ancora evidentemente penalizzata da un “digital divide” strutturale. Ovviamente, pensare a una trasformazione digitale slegata dall’evoluzione delle infrastrutture di rete, sarebbe come iniziare a progettare un enorme palazzo senza aver pensato prima alle fondamenta, ed è in tale prospettiva che la realizzazione della connettività ultra broad-band (UBB) in fibra ottica e reti 5G diventa il fattore chiave abilitante per la “rivoluzione digitale”. Perché tecnologie e applicazioni come, ad esempio, l’Internet of Things, Big Data, Intelligenza Artificiale, Cloud Computing, CyberSecurity – che saranno l’ossatura della prossima Italia digitale – possano operare alla massima efficienza funzionale, devono essere supportate necessariamente da reti infrastrutturali UBB (Fibra Ottica e 5G). Reti in grado di garantire ampiezza di banda, velocità, stabilità e sicurezza, che abilitano definitivamente la “quarta rivoluzione Industriale” (Industry 4.0) e la digitalizzazione del nostro paese, con evidenti ricadute imprenditoriali/industriali anche nei settori della sanità, pubblica amministrazione, istruzione, per citarne solo alcuni, con effetti che cambieranno radicalmente le nostre abitudini e comportamenti sociali. Tecnologie come quelle, per esempio, impiegate nel mondo sanitario, per rendere più efficace e affidabile l’assistenza medica da remoto, o nel mondo dell’automotive, con lo sviluppo delle prossime “auto intelligenti” in grado di scambiare tra loro informazioni sulle condizioni del traffico o di avere una “guida autonoma” grazie a sensori “real time connected”, sensori altrettanto vitali per il monitoring delle condizioni climatiche, fattori di umidità ed altri parametri chiave per lo sviluppo delle coltivazioni agricole. Applicazioni interessanti si avranno sempre più anche nel campo dell’Industria 4.0 (Smart & Cyber Industry) – dove le fabbriche hanno bisogno di diventare più “intelligenti”, con impianti di produzione pienamente automatizzati – nel segmento del controllo della sicurezza delle infrastrutture o nei sistemi che permettono di razionalizzare l’uso delle risorse energetiche. In sostanza, la fibra ottica come backbone strutturale fisso e la penetrazione della tecnologia mobile 5G (a volte complementare), saranno gli abilitatori di nuovi use-cases e renderanno scalabili su grandi volumi applicazioni e sistemi già disponibili in alcuni ambiti industriali evoluti e nei grandi centri urbani. Tralasciando per un istante le necessarie, ma indispensabili semplificazioni autorizzative e legislative che si dovrebbero introdurre per velocizzare la costruzione delle suddette infrastrutture di rete abilitanti, come l’ adeguamento dei limiti di emissione campo elettromagnetico ai livelli degli altri paesi Europei e lo snellimento dei processi autorizzativi e rimozione dei vincoli realizzativi locali, è evidente che parte dei fondi che verranno dal Recovery Fund Europeo serviranno ad accelerare gli investimenti digitali in molte aziende private e PMI. Soggetti che oggi, pur vedendo necessaria e urgente questa digitalizzazione, tendono a non investire fortemente, sia per la situazione contingente di crisi pandemica che per il ritorno dell’investimento industriale che è, per sua natura, tendenzialmente visibile solo a medio termine. Serviranno, inoltre, sforzi importanti anche dal punto di vista della formazione delle nuove competenze digitali che dovranno “contaminare” la ns attuale cultura industriale, con un ecosistema che abbia una “visione imprenditoriale digitalizzata” pronta ad accettare la sfida della trasformazione, guidandola con decisione. E’, in fine, essenziale, a fronte finanziamento derivante dal Recovery Fund EU, essere pronti con una rinnovata politica industriale che supporti proattivamente l’innovazione delle infrastrutture e delle risorse umane, ma soprattutto che assuma con decisione il ruolo di guida nel dialogo tra finanza e politica del paese per l’Agenda Digitale. Solo in questo modo saremo in grado di allocare al meglio i finanziamenti europei e dare una vera e concreta svolta al futuro del nostro paese. Riassumendo, l’accelerazione della disponibilità dell’infrastruttura di rete in fibra e della rete radiomobile 5G ridurrebbe molti dei gap attuali nel processo di digitalizzazione del paese che è diventata palesemente una priorità più che urgente, sia in termini di rilancio industriale che di equità sociale in termini di pari opportunità. Siamo di fronte a un punto di snodo cruciale per il futuro del nostro Paese: occorre abbracciare ora ed in maniera più che mai decisa e progettuale questa trasformazione, a partire dalle infrastrutture di rete ultra broad-band abilitanti, sfruttando al massimo i fondi europei come opportunità irripetibile, riconoscendole la massima priorità a livello politico, istituzionale ed industriale, senza perdere ulteriore terreno nei confronti delle altre nazioni industrializzate, pena la perdita di competitività e sviluppo sociale futuro: una scommessa che non possiamo evidentemente permetterci di perdere. Fonte originale
SMART CITIES: FARE SISTEMA PER COSTRUIRE LE CITTA’ DEL FUTURO
Sirti ha illustrato le sfide per le smart cities di domani: serve un approccio integrato e multidisciplinare, bilanciare Cloud ed Edge computing e sviluppare la componente Cybersecurity By design Milano, 17 dicembre 2020 – Come saranno le Smart Cities di domani e quali sfide le attendono? Le città del futuro dovranno sfruttare le soluzioni digitali oggi disponibili, basate sulle moderne infrastrutture di comunicazione, che possono cambiare i modelli operativi e innalzare la qualità della vita dei cittadini, con nuovi servizi che garantiscano safety, sicurezza e sostenibilità. Questi sono alcuni dei temi affrontati oggi nel digital event “Transforming Cities with a collaborative approach a fast, flexible, efficient platforms and networks” organizzato da The Innovation Group con la collaborazione di Sirti e Nokia. Durante l’evento, esperti internazionali del mondo digitale sono intervenuti per spiegare come più stakeholder possano collaborare tra loro per un progetto concreto di smart city, tra cui: Carlo Ratti, Direttore MIT Senseable City Lab, Jacques Vermeulen, Director Future Cities di Nokia, Ezio Viola, Co-Fondatore The Innovation Group, Luciano Cerioni, Head of Presales, Sirti Digital Solutions, Benedetto Di Salvo, Head of Digital Solutions di Sirti, Alessandro Manno, Direttore, Nokia Enterprise Italia e Pietro Urbano Mimmo, VP Innovation & Marketing di Sirti. Si è parlato in particolare delle potenzialità della banda larga e del 5G per trasformare le città attraverso una modalità di sviluppo sostenibile e sono stati illustrati use case basati su IoT, edge computing, AI/ML, Cloud e cybersecurity. SIRTI, hub di innovazione con più di quattromila dipendenti nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete, ha illustrato come la trasformazione della città e le reti ultra-broadband abilitino la convergenza delle architetture digitali per le nuove smart cities del futuro. I recenti progetti su vasta scala guidati con successo da Sirti Digital Solutions su IoT e trasformazione delle reti, hanno dimostrato concretamente come la capacità di coniugare efficienza operativa sul campo e competenze tecniche trasversali su Edge Computing, Connectivity, Applications e Cybersecurity, sia un fattore determinante per garantire scalabilità e sostenibilità, temi essenziali per passare efficacemente da una visione a un progetto esecutivo. Benedetto Di Salvo, Head of Digital Solutions di Sirti, nel suo intervento ha spiegato: “Sirti Digital Solutions è un riferimento riconosciuto su progetti di open innovation e continua a rafforzare il proprio ruolo nei settori, sempre più convergenti, delle telecomunicazioni, dell'energia, del mondo enterprise e finance. L’azienda sta adottando il paradigma dell’Open-Innovation e Co-Innovation attraverso numerose collaborazioni con startup e su progetti in partnership con i clienti. Un esempio su tutti è il progetto “Imprenditivity”, contest creativo che ha generato idee innovative in grado di creare valore per l’azienda risolvendo problemi reali o abilitando a nuove opportunità di business, anche in ambito smart cities.”. Sirti ha avviato con Nokia una collaborazione che in questi mesi ci sta permettendo di costruire infrastrutture critiche di telecomunicazione per importanti player nella PA e del mercato Enterprise. Con Nokia condivide la capacità di presidiare i diversi layer tecnologici di progetti complessi legati alle Smart Cities: dalle tecnologie per le reti ultrabroadband, precondizione necessaria allo sviluppo compiuto del 5G, fino alle piattaforme SW più avanzate. Luciano Cerioni, Head of Presales di Sirti Digital Solutions ha poi aggiunto nel suo intervento: “La smart city è un ecosistema complesso e delicato nel quale non si può procedere più per silos tecnologici e di servizio separati ma bisogna riguadagnare una visione d’insieme sia in termini di governance che di integrazione tecnologica. Stiamo studiando soluzioni per dislocare antenne 5G e sensori in modo che non abbiano forte impatto, e stiamo lavorando per la costruzione di nuovi oggetti per la città che possano ospitare tecnologie e sensori innovativi. Tra questi sensori, la fibra ottica sta dimostrando grandi potenzialità perché permette di creare un sistema di monitoraggio distribuito, preciso e duraturo. La nostra strategia di innovazione ha trovato applicazione concrete su progetti legati, ad esempio, alle Vertical Farm, al miglioramento della qualità dell’aria, al monitoraggio di infrastrutture di comunicazione e di trasporto di energia.” Bilanciare Cloud e Edge computing è un tema centrale, come sviluppare la componente Cybersecurity By design, e non ex post, per garantire sicurezza lungo tutta la filiera. È necessario un approccio multidisciplinare aperto a innovazione e competenze di dettaglio solide e strutturate capaci di far crescere i progetti nel tempo. Bisogna favorire la collaborazione di tutti gli stakeholder della città e garantire l'integrazione delle diverse tecnologie abilitanti.