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«FA PIACERE L'INTERESSE DI PSC, CONSOLIDAMENTO NON PUÒ PRESCINDERE DA NOI»

25 Giugno 2021

L'intervista di Simona Rossitto a Roberto Loiola per Il Sole 24 Ore

Parla l'amministratore delegato Roberto Loiola dopo le recenti dichiarazioni di Umberto Pesce, presidente della concorrente Psc

Qualunque consolidamento considerato strategico nel comparto dell'impiantistica di rete non può prescindere da Sirti che è «leader nel settore». Lo sottolinea Roberto Loiola, amministratore delegato di Sirti, dopo il recente interesse dichiarato per la società da parte del concorrente Psc. «Fa sempre piacere – dichiara Loiola a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School) che ci siano gruppi nazionali, come in questo caso, ma anche internazionali, che guardano a Sirti con interesse».

La società, che ha registrato una crescita nel 2020 del 7,4%, dei ricavi, si aspetta un incremento nel 2021 pari al 10% in un panorama in cui, con il Pnrr e le risorse europee in arrivo, è sempre più importante velocizzare la costruzione delle infrastrutture, anche alla luce dei nuovi bandi su 5G, aree grigie e nere. Sul fronte occupazionale, l'azienda, che dà lavoro a 3.800 persone e che a novembre prossimo compirà 100 anni, da un lato sta puntando sul reskilling, vista l'esigenza di nuove figure professionali legate al passaggio dalla rete in rame a quella in fibra, dall'altro ha in campo ammortizzatori sociali che pianifica di alleggerire nel prossimo futuro.

Dopo il recente accordo, da 170 milioni in tre anni, con WindTre, avete in vista altre intese nel campo delle telco?

Il contratto con WindTre rafforza una collaborazione strategica che esiste già da diversi anni. In particolare, l'intesa annunciata comprende una serie di progetti sulla rete mobile, sia sul versante della realizzazione, soprattutto per il 5G, sia su quello della manutenzione della rete, e anche sulla rete fissa. Come volumi si tratta di uno dei pilastri del nostro business per la divisione reti tlc/telco. Gli altri due principali componenti sono: gli accordi con Tim e quelli con Open Fiber per lo sviluppo della banda ultra-larga. Sono contratti che abbiamo da tempo e continueremo a sviluppare.

Che impatto vi aspettate sul vostro business dai nuovi bandi su 5G, aree nere e grigie annunciati dal Governo ?

In generale per quest'anno ci attendiamo una crescita di ricavi significativa, intorno al 10%, rispetto allo scorso anno. Nel 2020 l'aumento del fatturato è stato del 7,4 per cento (+4% nel settore telco-rete tlc, +24% per il digital solutions). Lo sviluppo attuale è frutto di una crescita in tanti settori; la direzione digital solutions, che lavora nel mondo della digitalizzazione delle aziende, del cloud, dei data center e della cybersecurity, sta crescendo in maniera significativa e continuerà a rafforzarsi anche quest'anno, a testimonianza che siamo un attore della trasformazione digitale del nostro Paese. Nel comparto delle reti di tlc la crescita si sta rafforzando con lo sviluppo di 5G e fibra ottica. Anche la terza business unit, Sirti Energia, che rappresenta il 10% dei circa 700 milioni di fatturato, è in crescita in relazione al percorso di transizione energetica oggi in atto. Occorre, infatti, rendere smart le reti elettriche per realizzare un paradigma di consumo energetico green e sostenibile. Nel 2021 e negli anni seguenti, anche tramite i progetti e gli investimenti guidati dal Pnrr, potremo cogliere ulteriori opportunità. In particolare, per quanto riguarda il Pnrr, le più rilevanti per Sirti sono quelle legate al Piano Italia a 1 Giga, il Piano Italia 5G (compreso il backhauling in fibra per le reti 5G) e i progetti del cloud nazionale e della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, inclusi gli aspetti di cyber security. Il focus deve porsi da subito sull'execution, predisponendo tutte le misure necessarie a garantire la concreta realizzazione dei progetti nelle tempistiche indicate dal Pnrr stesso (cioè entro il 2026).

Proprio nell'ottica della crescita e dello sviluppo legati al Pnrr c'è chi dice che occorrerebbe un campione più grande nel settore; Psc in particolare ha dichiarato di guardare con interesse a un consolidamento con Sirti. Qual è la vostra posizione?

Fa sempre piacere sapere che ci sono gruppi, sia italiani che internazionali, che guardano a Sirti con interesse. È un'ulteriore testimonianza, oltre a quella che riceviamo dai clienti e dipendenti, dei risultati molto positivi che siamo riusciti ad ottenere nella trasformazione del gruppo in questi anni. Abbiamo raggiunto una solida posizione finanziaria e patrimoniale e un posizionamento di mercato eccellente. Sirti ha un piano strategico fino al 2024 nel quale siamo impegnati per creare ulteriore valore e posso confermare che il 2021 sta procedendo positivamente, in anticipo rispetto al piano, grazie ai progetti sulla banda ultra-larga, sul 5G e al settore Ict con la crescita della nostra business unit Digital Solutions. Il nostro azionista Pillarstone è un fondo d'investimento ed è probabile che, a medio termine, ci sia un processo di consolidamento. In ogni caso, essendo Sirti il leader nel mercato italiano, qualunque consolidamento realmente strategico non potrà prescindere da Sirti stessa.

G uardando all'implementazione dei piani del Pnrr, come procedono le semplificazioni nel processo di realizzazione delle reti? Il dl Semplificazioni è stato efficace?

Vedo che sono stati compiuti molti sforzi e ora, in generale, si possa procedere spediti. Credo, tuttavia, che ci siano due categorie di semplificazioni necessarie. Una riguarda il reimpiego, il re-utilizzo di qualunque infrastruttura del Paese - di tipo elettrico, gas o quelle tra gli stessi operatori di tlc - per ospitare gli impianti di fibra ottica. Se si utilizzano le infrastrutture esistenti diminuisce, infatti, il costo medio della realizzazione e si usano meno risorse, anche umane, per realizzarle. L'altro tema su cui agire è quello della complessità, rendendo più semplice il mondo delle regolamentazioni territoriali. È bene cioè prevedere meno vincoli locali, più omogeneità sul territorio, regole nazionali più semplici possibili. Anche questo secondo punto incide su costi e i tempi di realizzazione. Il dl Semplificazioni è un primo passo molto positivo, ci sono parecchie altre cose da fare. Inoltre, per realizzare le reti, servono risorse finanziarie che devono essere poi assegnate. Occorrono inoltre meccanismi di aggiudicazione virtuosi; finora sono state realizzare reti in Italia con costo unitario di realizzazione molto competitivo e molto inferiore rispetto a quello degli altri grandi Paesi europei. Bisogna, cioè, stare attenti a non arrivare a livelli di costi unitari troppo bassi perché questo incide sui tempi e sulla qualità della realizzazione.

Sul versante occupazionale, avete le risorse necessarie per realizzare le nuove reti? A che punto è il piano di reskilling?

Dal punto di vista degli interventi esterni è stato compiuto un buon lavoro con meccanismi come il fondo competenze dell'Anpal nell'ambito del quale abbiamo realizzato il progetto "New skills to build the future": 1.100 dipendenti hanno cioè aggiornato la loro competenza in ambito digitale con circa 290mila ore di formazione. I dipendenti di Sirti hanno, infatti, affrontato un solido percorso di aggiornamento professionale per dotarsi di tutti gli strumenti conoscitivi e tecnici necessari a cogliere le opportunità derivanti dai prossimi investimenti sulle reti in fibra ottica e 5G. Il futuro di Sirti è quindi digitale. Le competenze e il know-how dei nostri professionisti saranno messi al servizio della trasformazione digitale del Paese, che troverà sempre più spinta grazie anche ai fondi del Next Gen EU. Bisogna tener presente che in Europa servono 20 milioni aggiuntivi di specialisti Ict entro il 2030.

Prevedete ancora l'utilizzo di ammortizzatori sociali in questo percorso di trasformazione?

Abbiamo di recente sottoscritto con le parti sociali un'ipotesi di intesa per indirizzare il ricambio intergenerazionale, prevedendo un mix di strumenti tra riconversione professionale, esodi incentivati su base volontaria e ricorso ai contratti di solidarietà. Il piano sociale, avviato nel 2019, è al secondo anno di attuazione, sovrascritto nel corso degli ultimi 15 mesi dagli strumenti messi in atto per la situazione pandemica. In futuro si prevede l'uso di un ammortizzatore di tipo difensivo con percentuali inferiori rispetto al passato, con un livello medio di utilizzo nelle attività tradizionali non superiore al 13 per cento.

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TALENTI CONNESSI

Ecco come si lavora e si cresce in Sirti, la più grande azienda di rete in Italia, inserita tra gli Italy’s Best Employers 2021 Articolo di di Chiara Cantoni pubblicato su Capital, edizione giugno 2021 Cent’anni e non sentirli. Dal 1921 Sirti, attiva nello sviluppo delle infrastrutture di rete con 4mila dipendenti e un fatturato 2020 di 733 milioni di euro (+6% sul 2019), connette luoghi e persone. E, se in un secolo di storia ha guadagnato smalto, il merito è soprattutto della naturale vocazione a innovare e innovarsi, giocando d’anticipo sui trend dell’evoluzione tecnologica. L’azienda affianca da sempre i principali operatori delle telecomunicazioni lungo una serie di direttrici di sviluppo: telco, con le reti 5G, fibra ottica e servizi avanzati per la trasformazione delle reti; digital solutions, investendo su cloud, data center, cybersecurity, IoT, smart cities e software, come abilitatori della trasformazione digitale di clienti pubblici e privati; ed energy. La people strategy  «Il framework organizzativo è oggi molto più articolato rispetto al passato, in virtù del percorso intrapreso nella direzione di una società tecnologica che offre servizi digitali e soluzioni complesse ad alto valore aggiunto. Solo nell’ultimo anno, la divisione Digital Solutions è cresciuta del 20%, con un giro d’affari superiore ai 200 milioni», spiega il direttore HR, Clemente Perrone. «La people strategy, dunque, non può prescindere dal programma di trasformazione competitiva, che proprio nella diversificazione del business trova un elemento fondante, con sfide importanti sia in termini di acquisizione di competenze a mercato sia di riconversione interna di professionalità, ma anche di gestione della fase di post-merge integration, in seguito all’ingresso nel gruppo di due nuove realtà, nei comparti energia e cybersecurity. Il tutto, in aggiunta alla leadership nell’evoluzione delle reti 5G e ultrabroadband, con ulteriori investimenti sul fronte del reskilling». Parola d’ordine, cambiamento: di linguaggi, paradigmi, competenze, per disegnare un nuovo mondo in corsa su autostrade digitali. «In linea con il piano di trasformazione, perseguiamo un programma bilanciato di riconversioni professionali e ricerche a mercato in grado di agevolare un posizionamento adeguato ai settori indirizzati». Vale a dire, sviluppo di competenze interne, per gestire la transizione dalle reti tradizionali alle digitali e, in parallelo, assunzione di nuove leve, anche in ottica di ricambio generazionale. «I cicli di obsolescenza tecnologica, oggi estremamente compressi, impongono al mestiere di evolvere rapidamente. Significa che, da quando entra in azienda alla pensione, un collaboratore può cambiare fino a sette lavori e in ogni caso dovrà arricchire il suo know how con periodici upgrade nelle competenze tecniche». In Sirti, long life learning e aggiornamento continuo sono quindi di casa, restituendo un contesto attrattivo che non lesina stimoli ai percorsi di carriera. Il modello Academy «Ecco perché non possiamo prescindere da un modello di Academy interna, che eroga oltre 130mila ore annue di formazione, organizzate nei segmenti human skills, formazione e aggiornamento tecnico, riconversione professionale e sicurezza. L’obiettivo è accompagnare i colleghi negli snodi chiave della vita lavorativa, dall’ingresso in azienda al consolidamento di ruolo come responsabile di risorse, così come nei percorsi di riconversione professionale, ma anche rinforzando specifiche competenze o favorendo il conseguimento di certificazioni dove il ruolo lo richieda. In base alle necessità utilizziamo sia docenti esterni, creando programmi customizzati, sia docenti interni, in modo da trasformare la “conoscenza tacita” del singolo in “conoscenza esplicita” condivisa. Fra l’altro, essendo leader di mercato, i colleghi senior diventano veri e propri cultori della materia, desiderosi di trasferire ai nuovi quanto appreso nell’arco della carriera». Una trasmissione di sapere che diventa anche un patrimonio: «Pur all’interno di un’attitudine sempre più digitale, riteniamo che juniority e seniority vadano sempre coniugate, investendo sul futuro ma allo stesso tempo onorando impegni contrattuali con clienti che riconoscono valore all’esperienza. In questo senso crediamo nel binomio vecchio/nuovo come complementare e mai alternativo, cercando di ricondurre il fisiologico ricambio generazionale in un frame di sostenibilità, attraverso un giusto mix di nuovi inserimenti, esodo incentivato e tanto reskilling interno». Nasce così, anche grazie alla concertazione sindacale, il progetto New Skills to Build the Future, fra i primi approvati da Anpal nell’ambito del Fondo Nuove Competenze, per un totale di 290mila ore di formazione in ottica digitale. Appena concluso, il piano ha coinvolto oltre 1.100 dipendenti in un solido percorso di aggiornamento per dotarsi di tutti gli strumenti conoscitivi e tecnici necessari a cogliere le opportunità derivanti dai futuri investimenti sulle reti in fibra ottica e 5G. I profili ricercati «Sul fronte delle assunzioni, invece, partecipiamo ai career day universitari, collaboriamo con master e offriamo diverse opportunità di tirocinio durante i percorsi accademici. Ai neodiplomati, proponiamo le nostre masterclass, due mesi di docenza specializzata, al termine dei quali valutiamo l’inserimento in azienda. Solo nel 2020 ne abbiamo avviate cinque nel mondo Digital Solutions, formando 300 ragazzi, poi in buona parte entrati in organico». Se far crescere è il mantra, non fanno eccezione le politiche di talent management. «Abbiamo iter strutturati per identificare il potenziale sia nella fascia junior, col programma Fast Grow Up, sia fra le risorse alle prime responsabilità manageriali, con New Leader. Entrambi codificati all’interno di percorsi di sviluppo che prevedono monitoraggio e confronto periodico per la definizione di aspettative e path formativi specifici. Là dove emergono esigenze di rafforzamento manageriale, affianchiamo il coaching individuale e, dall’anno scorso, anche di gruppo, lavorando sul team bulding per favorire logiche di engagement e trust, più urgenti con lo smartworking», racconta. «L’emergenza Covid ha solo accelerato un trend che da tempo ci vede proiettati verso l’adozione del lavoro agile: a inizio pandemia, avevamo device, programmi e infrastrutture pronti, ma soprattutto una people strategy orientata al paradigma fiducia, anziché tempo, versus contribuzione». In anticipo sui tempi, Sirti guarda lontano. Senza perdere di vista il day by day. Che in emergenza ha significato ridefinire i processi operativi in funzione della sicurezza, ma anche prevedere coperture sanitarie integrative e misure di tutela per la salute e il benessere delle persone, come l’istituzione di uno sportello di ascolto e supporto psicologico. Così, nelle fasi più critiche, il gruppo ha continuato a operare, contribuendo alla trasformazione digitale del Paese. Merito di solide basi tecniche. Merito di un approccio multidisciplinare alla complessità. Merito anche di una cultura imbevuta di learning agility e flessibilità. «Attitudini su cui insistiamo nello sviluppo delle competenze, laddove l’azienda si impegna a fornire opportunità di apprendimento, ma sta al singolo coglierle, investendo nella sua crescita professionale. È un tema di consapevolezza, che premia curiosità e spinta al miglioramento sulla base del merito». In linea coi valori aziendali: spirito di squadra e trasparenza, attenzione al cliente, responsabilità personale, eccellenza professionale, semplicità e velocità. «Lo sforzo negli anni è stato quello di tradurli in comportamenti vissuti. Perché il nostro lavoro è fatto di questo: azioni quotidiane e persone che ogni giorno aggiungono un tassello perifar parlare il Paese e tenerlo connesso». ©riproduzione riservata

NASCE SIRTI DIGITAL LAB: IL LABORATORIO DI SIRTI DOVE NASCONO LE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE

Uno spazio di co-creazione dove si studiano e sviluppano progetti digitali in collaborazione con prestigiosi clienti, partner, e start-up, in piena ottica “open innovation” Partito il primo progetto “The cloud is the network” in sinergia con VMware Milano, 21 luglio 2021 – Sirti, hub di innovazione nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete, presenta Sirti Digital Lab, un laboratorio di Ricerca & Sviluppo dove si studia e si integra tecnologia digitale di ultima generazione. Si tratta di uno spazio creato ad hoc dove – in piena ottica “open innovation” – Sirti coinvolgerà clienti, partner, e start-up, per lavorare a soluzioni tecnologiche in grado di affrontare i paradigmi della nuova era digitale. Un luogo in cui Sirti intende, inoltre, sviluppare le competenze dei giovani talenti, che avranno la possibilità di toccare con mano progetti digitali concreti e ricevere formazione dai più prestigiosi professionisti dell’ICT. Partito già il progetto con VMware dal titolo “The cloud is the network”, facendo leva sulla partnership consolidata tra le due aziende, che si focalizza sull’offerta di soluzioni in grado di abilitare la trasformazione digitale dei clienti, in un futuro in cui il cloud computing sarà sempre più abilitatore di reti intelligenti, capaci di auto-configurarsi e di sfruttare l'Intelligenza Artificiale per ottimizzare prestazioni e resilienza. Il progetto è stato accompagnato da una serie di podcast disponibili sul canale spotify dedicato al link: https://spoti.fi/3vgjbJp.   Sirti S.p.A. Sirti è un hub di innovazione nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete. Fondata nel 1921, opera nei settori delle Telecomunicazioni, Energia e Digital Solutions con circa 3.800 dipendenti.