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Artisti @ Sirti

25 Novembre 2021

Scopriamo quali sono le passioni dei nostri dipendenti, come vengono vissute e come arricchiscono la loro vita privata e quella lavorativa.

Francesco Chiapperini

Organization & Processes

Ci racconti la tua giornata lavorativa «tipo»?

Mi piace svegliarmi presto la mattina per poter avere del tempo libero in cui potermi occupare di tante cose: esercizi fisici, libri da leggere, partiture di musica da sistemare.. Dopo aver condiviso la colazione con mia moglie e con mio figlio piccolo, mi metto in configurazione “da ufficio” cercando di lavorare su urgenze e pianificando il resto delle attività anche alla luce dell’aiuto che mi offrono le mie collaboratrici. Se lavoro in modalità remota, cerco di sfruttare la pausa pranzo per correre. A fine giornata torno in famiglia e, se non suono, trascorro il tempo in casa, rincorrendo mio figlio e giocando con lui fino a tarda sera.

Hai mai avuto momenti di sconforto nel perseguire la tua passione? Come li hai superati?

Sì, soprattutto perché viviamo in un Paese dove l’arte è poco riconosciuta. Spesso mi capita di leggere recensioni dei miei dischi sulla stampa estera, senza trovare una naturale corrispondenza in Italia. La tentazione è quella di arrendersi all’evidenza di un sistema che non riconosce la produzione artistica o che fa fatica a farlo. Poi penso a tutti gli anni di studio e di sacrificio che ho attraversato. Questo pensiero, unitamente al sentire di appartenere visceralmente a quel mondo, nonostante tutto, mi dà la forza.

Qual è l’aspetto della tua passione che più ti piace?

Il Jazz, soprattutto negli ultimi anni, ha avuto la capacità di mettere in discussione i pilastri sui cui si fonda, invadendo e facendosi influenzare anche da altri stili musicali. La commistione che ne deriva è affascinante. Come altrettanto affascinante è la modalità con cui, a seconda degli strumenti scelti, si può dar vita ad un lavoro musicale.

Un altro elemento proprio di questo tipo di musica è quello che si trova nella pratica improvvisativa. Questo tratto distintivo fa sì che ogni concerto sia sempre diverso. E se ci pensate è pazzesco in termini di libertà data al musicista e di varietà offerta all’ascoltatore.

Pierandrea Bressanelli

Logistics

Parlaci di te e del tuo ruolo in Sirti

Sono Piero Bressanelli, sono sposato con due figli e vivo in un piccolo paese vicino a Crema, nella bassa padana; nel 1999, al termine della laurea, sono stato assunto in Sirti, quindi sono orgoglioso e fiero di lavorare in questa società da ben 22 anni. Appena assunto e fino al 2019 ho lavorato per Sirti nell’ambito IT ricoprendo nel corso del tempo tutti i ruoli dal test, al Project Manager allo Unit Manager. Dal 2019 ho accettato la proposta della società di assumere il ruolo di Responsabile della Logistica.

Come trovi il tempo per conciliare la tua passione con il tuo lavoro?

Fra le mie passioni quella a cui tengo maggiormente c’è quella del teatro in forma amatoriale. Sono infatti un attore di una piccola compagnia che porta nei teatri del cremasco commedie dialettali, scritte direttamente da noi o adattate partendo da un testo scaricato dalla rete. Solitamente prepariamo una commedia all’anno, pertanto le prove si svolgono in maniera intensiva (tre sere a settimana per circa un mese) nel periodo iniziale; poi, durante il tour, serve solo un breve ripasso qualche sera prima di andare in scena.

Da quanto tempo porti avanti questa passione? Come è nata questa scelta?

La compagnia teatrale dialettale di cui faccio parte nasce 12 anni fa da un gruppo di amici, una decina circa, che hanno trascorso l’infanzia e l’adolescenza insieme, un classico nei paesi in cui ci sono pochi luoghi di ritrovo. Alla base di tutto c’è la voglia di divertirsi e di trascorrere qualche ora in libertà.

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