Archivio Mensile: Maggio 2021

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Sirti Digital Solutions: IoT, sicurezza pubblica e smart city

12 Settembre 2023

Articolo di Luca Rubaga, Milano 12 settembre 2023 - tech FromTheNet Luca Rubaga, Managing Director di Sirti Digital Solutions, ci racconta i prossimi trend in ambito IoT: riguarderanno la sicurezza pubblica, le reti autostradali e la smart city. Al centro dell’attualissimo dibattito sulla transizione digitale non c’è appuntamento dove non si parli di Internet of Things (IoT). Il concetto di internet delle cose è entrato nel dibattito pubblico già dall’inizio del secolo per descrivere un sistema dove i dispositivi digitali di uso comune e piattaforme di cloud computing, connessi attraverso Internet, potessero comunicare tra loro, scambiandosi dati, derivando informazioni prevalentemente a valenza statistica, al fine di monitorare ed efficientare attività e processi tipici della vita quotidiana e della produttività aziendale. Elementi chiave di questo processo sono, appunto, le piattaforme, principalmente cloud, che sono i framework tecnologici che acquisiscono, archiviano e processano dati dai dispositivi IoT tipicamente posti sull’edge. Infatti, l’edge computing consente di elaborare e analizzare i dati in prossimità delle sorgenti di generazione, migliorando l’efficienza complessiva del sistema e riducendo considerevolmente, rispetto ai modelli tradizionali, la necessità di elaborare i dati in un data center remoto. L’utilizzo di intelligenza artificiale (IA) e machine learning (ML) nella filiera tecnologica sopra descritta, consente un’analisi più precisa unitamente ad una migliore capacità previsionale, quindi una migliore consapevolezza dei fenomeni osservati anche in tempo reale. Ciò è particolarmente importante per applicazioni come la manutenzione predittiva. Internet of Things In un mondo in cui i dati sono il nuovo petrolio che alimenta il business, l’IoT è uno dei paradigmi che diventa elemento trainante della transizione digitale e industriale. In questo senso, e considerata la miriade di diversi mercati specializzati, gli ambiti di applicazione dell’internet delle cose diventano infiniti, così come i potenziali cambiamenti che tale soluzione può portare. Un trend importante di sviluppo dell’IoT è già evidente nell’ambito della sicurezza pubblica, della mobilità e dei trasporti. Qui, l’internet delle cose diventa fondamentale, soprattutto nell’ambito delle infrastrutture viarie, per monitorare il comportamento strutturale delle infrastrutture civili nel tempo. Il sistema di monitoraggio ha il grande vantaggio di segnalare in tempo reale potenziali anomalie e di comunicarle prontamente per le valutazioni del caso. Il cambiamento nell’approccio alla gestione di queste opere civili critiche per il paese, inclusi ponti e viadotti, risiede, quindi, nella possibilità di aggiornare la valutazione del rischio associato all’opera in tempo utile per pianificare in modo efficace gli interventi di manutenzione e definire nuove strategie per prolungare la vita utile della struttura. Digital Transformation É in questo scenario che Sirti Digital Solutions, l’azienda del Gruppo Sirti che abilita la digital transformation, ha definito delle soluzioni, grazie ad un team dedicato di esperti che progettano, sviluppano ed implementano architetture IoT avanzate da proporre alle concessionarie autostradali. Nello specifico, abbiamo già predisposto soluzioni di monitoraggio sia statico che dinamico, del comportamento strutturale di ponti, viadotti e tunnel situati lungo i tratti autostradali. Dalle infrastrutture autostradali a quelle cittadine, l’internet delle cose gioca un ruolo da protagonista anche nella partita delle città intelligenti, dalla mobilità alla sicurezza e contribuisce a cambiare le nostre città in un’ottica più smart. Le città possono utilizzare l’IoT per pianificare ed ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare l’efficienza operativa del “sistema città”: dalla conoscenza dinamica dei flussi di mobilità nell’ambito cittadino è possibile pianificare ed attuare interventi di trasporto pubblico che incontrino meglio la domanda di mobilità e la soddisfino. Analogamente è possibile monitorare il consumo energetico negli edifici e regolarlo in modo ottimale, riducendo così i costi e l’impatto ambientale, come anche monitorare la qualità dell’aria e dell’acqua, aiutando le città a identificare e affrontare problemi di inquinamento. Considerato che nel prossimo futuro la maggioranza della popolazione mondiale risiederà in città, è naturale che le infrastrutture e i processi di gestione dell’amministrazione cittadina saranno messi ancora più sotto pressione. Il nostro impegno si rivolge in questo senso allo sviluppo di servizi IoT nei centri abitati –per contribuire all’automazione della raccolta di dati critici per la gestione urbana, come quelli relativi al traffico, alla disponibilità di parcheggi, raccolta dei rifiuti e gestione della rete idrica ed energetica. Questo al fine di raggiungere un efficientamento delle operazioni inerenti tali servizi e conseguentemente, di migliorare aspetti legati alla qualità della vita dei cittadini, e di garantire una maggiore sostenibilità. Sicurezza pubblica e smart city Un’ulteriore tendenza relativa all’applicazione dell’IoT in termini di pubblica utilità e sicurezza è sicuramente quello del trasporto energia delle utilities. Esistono, infatti, progetti dedicati al miglioramento della connettività tra i vari data center delle grandi aziende che si occupano della distribuzione dell’energia elettrica. In questo ambito, abbiamo appena sviluppato e consegnato una soluzione per l’automazione della rete di telecomunicazione dei Data Center di Terna attraverso tecnologie di Software Defined Networking (SDN). Lo scopo, in questo caso, è di incrementare la comunicazione tra centri di raccolta e analisi dei dati di Terna per efficientare la gestione dei carichi di lavoro interni e dei processi di telecontrollo e tele conduzione della rete elettrica. In ottica di monitoraggio, gli apparati digitali applicati a infrastrutture elettriche strategiche sono fondamentali per verificare in tempo reale e da remoto lo stato di conservazione di strutture che spesso sono localizzate in aree di difficile raggiungimento e sottoposte a condizioni ambientali estreme. Inoltre, i sistemi di controllo intelligenti – dotati di sensori, moduli di edge computing e di trasmissione dei dati verso una piattaforma centrale in cloud – permettono di verificare e misurare i carichi tensionali sulle linee di trasporto di energia elettrica per rilevare in tempo reale eventuali comportamenti anomali. Sirti Digital Solutions Spa è l’azienda del Gruppo Sirti specializzata nella system integration e nella trasformazione digitale. Grazie al nostro ampio portfolio di soluzioni e alle nostre competenze tecnologiche specialistiche e le capacità operative siamo in grado di abilitare il settore pubblico e privato alla digitalizzazione. Con un team di 450 professionisti e più di 1.700 certificazioni tecnologiche personali sviluppa ricavi per circa 226 milioni di euro (anno 2022) nel solo comparto delle soluzioni digitali.L’azienda progetta, realizza e manutiene soluzioni innovative in ambito IoT, cyber security, networking, cloud, data center e impianti tecnologici e garantisce il supporto attraverso una consolidata struttura di Managed Services attivi in modalità h24/7. Una vasta rete di partnership con i più influenti player tecnologici di livello globale come Cisco, Nokia, Juniper, HpeAruba, Fortinet e la sistematica adozione del paradigma dell’open innovation completa una value proposition che rende Sirti Digital Solutions tra i più qualificati partner di riferimento sul mercato italiano per lo sviluppo della trasformazione digitale del Paese. https://techfromthenet.it/2023/09/12/sirti-digital-solutions-iot-sicurezza-pubblica-e-smart-city/ @RIPRODUZIONERISERVATA

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Sirti Digital Solutions e Cisco per l'automazione dei data center di Terna con la nuova rete Software Defined Networking(SDN)

30 Agosto 2023

 La nuova infrastruttura dei Data Center di Terna sarà progettata e realizzata in collaborazione da CISCO e Sirti Digital Solutions: un modello “software defined” che aumenta resilienza, agilità e sostenibilità. Milano, 30 Agosto 2023 – Sirti Digital Solutions, azienda ICT del Gruppo Sirti– hub di innovazione nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete, dei servizi digitali e di cybersecurity – e CISCO – leader mondiale nelle soluzioni di rete – collaboreranno in un progetto di digital transformation che prevede lo sviluppo di una soluzione per l’automazione della rete di telecomunicazione dei Data Center di Terna basata sul software, con tecnologie di Software Defined Networking (SDN). Per Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, l’iniziativa rientra nell’ambito dei Data Center strategici per processi di telecontrollo e teleconduzione. Il progetto prevede l’introduzione di un’architettura che orchestrerà l’erogazione dei servizi di connettività per i data center sulla base di policy prestabilite, con una gestione automatizzata dei carichi di lavoro e con caratteristiche di “osservabilità” che aiutino a ottenere le prestazioni necessarie a garantire i processi di business. La rete diventa programmabile e al servizio delle applicazioni, attraverso logiche di machine learning e di intelligenza artificiale, nonché intrinsecamente sicura in quanto progettata nativamente per esserlo (Security by Design). Sirti Digital Solutions, grazie al posizionamento distintivo nel campo della trasformazione digitale e alle competenze innovative frutto del proprio Digital Lab, opererà come system integrator nella progettazione, implementazione e assistenza per la nuova infrastruttura di automazione di rete dei Data Center Terna. “Siamo particolarmente orgogliosi di lavorare, in collaborazione con CISCO, per Terna in un innovativo progetto di evoluzione delle infrastrutture digitali”, ha dichiarato Luca Rubaga, Managing Director di Sirti Digital Solutions S.p.A. “Grazie ai costanti investimenti in tecnologie Software Defined Networking, Sirti Digital Solutions continua a essere scelto dalle aziende in progetti strategici, che confermano ulteriormente il nostro posizionamento di player di riferimento nel percorso di trasformazione digitale del Paese". CISCO collaborerà alla progettazione esecutiva della rete con la tecnologia CiscoApplication Centric Infrastructure (ACI), contribuendo all’accelerazione dei processi di trasformazione digitale e di transizione energetica. “Per garantire un futuro che sia davvero sostenibile”, commenta Gianmatteo Manghi, Amministratore Delegato di Cisco Italia “è fondamentale accelerare il processo di trasformazione digitale nel settore dell’energia. Realizzare reti ad alta automazione rappresenta un elemento imprescindibile per rendere le infrastrutture critiche del nostro Paese non solo più sicure ed efficienti, ma anche in grado di accogliere sempre di più energia pulita e rinnovabile” @RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sirti: il percorso di crescita del Gruppo prosegue anche nel primo semestre del 2023

28 Luglio 2023

Fatturato +18%, a 410 milioni di euroEBITDA +34% a 27,1 milioni di euro Stock ordini e contratti assegnati superiore a 2,25 miliardi di euro Milano, 28 luglio 2023 – Il Gruppo Sirti – player di riferimento nello sviluppo delle infrastrutture di rete e dei servizi digitali e di cybersecurity – chiude il primo semestre 2023 con risultati ancora in crescita, sulla scia delle ottime performance relative all’esercizio 2022. Nel primo semestre 2023, Sirti ha fatto registrare ricavi pari a 410 milioni di euro, in incremento del +18% rispetto ai 348 milioni di euro relativi allo stesso periodo del 2022 (+62 milioni di euro). La società, inoltre, ha riportato un ulteriore balzo dell’EBITDA, pari al +34% se comparato con lo stesso semestre dell’anno precedente, passando dai 20,2 milioni di euro del 2022 agli attuali 27,1 milioni di euro. Continua a espandersi in modo significativo il backlog di contratti assegnati e ordini, pari a circa 2,25 miliardi di euro al 30 giugno 2023 (era di 1,4 miliardi di euro a dicembre 2022), grazie all’aggiudicazione di importanti contratti in ambito Telco-PNRR e – sul versante Sirti Digital Solutions – in ambito Edge Computing, Cybersecurity e IOT. Nel primo semestre 2023, performance dello stesso tenore per le due principali società del Gruppo. Sirti Telco Infrastructures ha registrato ricavi pari a 285 milioni di euro, con un +15% rispetto alla prima metà del 2022 e un EBITDA di 15,7 milioni (+23% vs lo stesso periodo dell’anno precedente), mentre Sirti Digital Solutions ha chiuso il primo semestre 2023 con ricavi che nei sei mesi salgono del +24% a quota 124,5 milioni di euro (+24% vs l’anno precedente), con un EBITDA di 11,4 milioni di euro, equivalente a +55% se comparato con i primi sei mesi del 2022. Risultati che consolidano il percorso di sviluppo intrapreso dal Gruppo Sirti nel corso degli ultimi anni, contraddistinto da un forte focus sulle competenze distintive e sull’innovazione tecnologica. Un’evoluzione competitiva che sta permettendo al Gruppo Sirti di essere sempre più centrale nel processo di trasformazione digitale delle reti e dell’intero Paese. Sirti S.p.A. Sirti è un player innovativo nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete e dei servizi digitali e di​ cybersecurity. Fondata nel 1921, opera nei settori delle telecomunicazioni e della trasformazione Digitale, grazie alle due società controllate Sirti​ Telco Infrastructures e Sirti Digital Solutions. Il Gruppo conta circa 3.500 dipendenti. @RIPRODUZIONE RISERVATA

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AI Act: l’Ue fa bene a tutelare i diritti delle persone

6 Luglio 2023

I CIO che abbiamo interpellato danno un giudizio positivo al testo del Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale adottato dall’Europarlamento (e che dovrà essere negoziato dai ministri dell’Ue). La salvaguardia dell’etica è anche un sostegno agli investimenti e all’innovazione nell’ecosistema del mercato unico. Ma lo sforzo legislativo è migliorabile. Il dibattito è aperto ma, intanto, ecco alcune azioni da prevedere “L’uso dell’intelligenza artificiale nell’Unione Europea sarà regolato dell’AI Act, la prima legge completa sull’IA che, ad oggi, sia stata approvata nel mondo”. Il Parlamento europeo ha annunciato così lo storico passaggio del testo all’assemblea di Strasburgo il 14 giugno, quando gli eurodeputati hanno adottato la posizione negoziale dell’Europarlamento sull’Artificial Intelligence Act (Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale). L’iter legislativo non è finito: devono svolgersi i negoziati fra i Paesi membri in seno al Consiglio dell’Ue per arrivare alla forma definitiva della legge (probabilmente entro la fine dell’anno). Ma, intanto, i commenti si moltiplicano. E non potrebbe essere altrimenti, sia per la rilevanza della tecnologia normata sia per il livello di attenzione suscitato dall’IA grazie a ChatGPT, lo strumento di Intelligenza artificiale generativa sviluppato e reso disponibile al grande pubblico da OpenAI. “Il 2023 sarà ricordato come l’anno della diffusione massiva dell’IA”, sottolinea Gianni Sannino, Head of Operation IT & Services della società Sirti Digital Solutions. “Questo è un tentativo di regolamentare un mondo ancora non conosciuto ed è possibile che, in seguito, ci siano dei cambiamenti, ma intanto l’Ue mira ad evitare che l’IA gestisca in toto persone senzienti e dotate di morale e sensibilità”. Di che cosa (non) si occupa l’AI Act dell’Ue Sannino evidenzia come l’AI Act non si ponga il problema della tecnologia, ma dell’utilizzo etico dello strumento tecnologico. “Nella sua proposta – afferma l’Head of Operation IT & Services della società Sirti Digital Solutions – la Commissione ha pensato di proteggere le persone dai pericoli dell’impiego dell’intelligenza artificiale catalogando tre livelli di rischio: inaccettabile (dove l’uso è vietato tranne alcune eccezioni), elevato e limitato. Poi c’è il capitolo sull’IA Generativa, dove entra in gioco un obbligo di trasparenza”.  Tra gli elementi del testo approvato dal Parlamento europeo [in inglese] figura, tra gli altri, il divieto di utilizzo dell’IA per la sorveglianza biometrica, il riconoscimento delle emozioni e la polizia predittiva. Un no assoluto è imposto anche sul punteggio sociale (social scoring), con cui si classificano le persone in base al comportamento, allo status socio-economico o alle caratteristiche personali. Nei sistemi di intelligenza artificiale “ad alto rischio” si trovano, invece, quelli utilizzati per influenzare gli elettori. Queste regole – afferma il Parlamento europeo – devono assicurare che l’IA sviluppata e utilizzata in Europa rispetti pienamente i diritti e i valori dell’Ue, inclusi la supervisione umana, la sicurezza, la privacy, la trasparenza, la non discriminazione e la tutela ambientale. Alcune eccezioni sono previste: per esempio, i sistemi di identificazione biometrica remota “a posteriori” saranno autorizzati per perseguire reati gravi, ma solo dopo l’approvazione del tribunale. I sistemi di intelligenza artificiale su cui non c’è divieto assoluto, ma che sono classificati ad alto rischio, rientrano in otto aree specifiche che dovranno essere registrate in una banca dati dell’Ue; tutti questi sistemi verranno valutati prima di poter essere venduti e immessi sul mercato europeo, durante l’intero ciclo di vita. La lista include: identificazione biometrica e categorizzazione delle persone fisiche; gestione delle infrastrutture critiche; istruzione e formazione professionale; occupazione, gestione dei lavoratori e accesso al lavoro autonomo; assistenza nell’interpretazione legale e nell’applicazione della legge. “In alcune mansioni l’IA non può sostituire completamente l’essere umano”, evidenzia Sannino. “Possiamo far scrivere la bozza di un contratto a ChatGPT, ma in tribunale l’avvocato non può essere un sistema di IA. Allo stesso modo, non può esserlo chi gestisce il personale, chi insegna, chi fa l’agente di Polizia o chi si occupa di pratiche di immigrazione e richieste di asilo”. L’Ue dà l’esempio su diritti e innovazione L’IA generativa, come ChatGPT, deve a sua volta rispettare alcuni requisiti: rivelare che il contenuto è stato prodotto dall’IA; essere progettata in modo da non generare contenuti illegali; rendere noti i dati protetti da copyright che il modello utilizza per il suo addestramento. “L’AI Act si propone di stabilire norme e linee guida che combinino l’innovazione tecnologica dell’IA con la sicurezza giuridica”, commenta Gianfranco Sorasio, ingegnere nucleare laureato al Politecnico di Torino, PhD ad Umea Svezia, Alumni di Harward e fondatore e CEO di eVISO. “Questo approccio è cruciale per garantire che l’IA possa essere sviluppata in modo etico e responsabile, senza compromettere le libertà fondamentali dei cittadini”.   Secondo l’esperto, l’Ue ha recepito l’importanza strategica dell’intelligenza artificiale come strumento di sviluppo economico, visto che consente applicazioni come il miglioramento delle previsioni, l’ottimizzazione delle operazioni e l’assegnazione intelligente delle materie prime. “Per le aziende del digitale, l’AI Act è una pietra miliare, perché legittima gli ingenti investimenti e l’innovazione assicurando la certezza del diritto e facilitando lo sviluppo di un mercato unico per applicazioni di AI lecite, sicure e affidabili”, afferma Sorasio. Conformarsi al Regolamento europeo è fondamentale per le aziende per cogliere appieno le opportunità del progresso tecnologico anche secondo Luca Barbieri, Chief Technology Officer di Wopta Assicurazioni. “L’AI Act è un passo in avanti nella costruzione di un ecosistema mirato ad identificare i bisogni delle persone mantenendo saldi i loro diritti e con un occhio sempre vigile sulla salvaguardia ambientale”. Le lacune: le emozioni generate dall’IA e “l’isolamento” europeo Non mancano, tuttavia, le lacune. “L’AI Act presenta ancora ampi margini di miglioramento nella prevenzione di eventuali abusi che sfruttano gli stati emotivi e recettivi degli utenti. Pensiamo alle strategie di marketing o phishing basate sulla componente umana”, evidenzia Barbieri. Il CTO di Wopta nota anche una non sufficiente tutela dell’individuo contro l’elaborazione delle sue informazioni, da cui occorrerebbe sempre la possibilità di opt-out. Né è prevista la possibilità di contestare le decisioni prese dai modelli IA. Tuttavia, il giudizio è positivo, in particolare per “lo sforzo di regolamentazione dell’utilizzo dei dati ai fini dell’addestramento dei modelli di machine learning, delle reti neurali e dei servizi connessi”, dichiara Barbieri. La direzione presa è corretta anche per Sannino di Sirti: “L’Europa è una culla dell’etica e della cultura ed è giusto tutelare questi valori. Qualcuno potrà pensare che l’Ue mette freni e paletti. Ma la tecnologia non è fine a sé stessa: è realizzata per costruire il benessere delle persone”. L’azione dell’Europa, tuttavia, potrebbe risultare indebolita proprio dal suo essere una legge “apripista” e, quindi, isolata. Il prossimo passo dovrebbe essere, sottolinea Sannino, “proporre la regolamentazione dell’IA in ambito G7 e G20 per spingere tutti i paesi industrializzati a unirsi nel normare l’intelligenza artificiale, in modo armonizzato”. Nell’AI Act il dato è il vero problema Ma è davvero possibile normare l’IA? I sistemi di intelligenza artificiale si basano sull’addestramento tramite enormi volumi di dati. E che senso ha avere regole in Ue nel momento in cui i dati digitali non hanno confini? “L’IA è fatta di big data e data lake”, sottolinea Sannino. “Ma, ad oggi, non esiste uno standard per dichiarare un dato come affidabile e utilizzabile per la specifica applicazione IA, come la medicina, l’industria, la finanza, e così via. Il dato deve essere integro, ma per definirlo tale occorrono standard creati dagli organismi internazionali. L’ideale sarebbe federare i data lake. Servirebbe fare quello che si è fatto negli Anni ‘90 quando sono nati gli enti di standardizzazione di internet”. In pratica, che cosa fare oggi nelle imprese italiane In attesa di una norma internazionale e di standard sui dati, le aziende europee dovranno comunque, una volta approvato l’AI Act, adottare una serie di misure per essere conformi. Ecco alcune delle azioni da intraprendere condivise con noi da Barbieri di Wopta. Valutazione dei rischi: le aziende devono condurre una valutazione dei rischi dell’IA utilizzata all’interno delle loro operazioni. Ciò implica identificare e valutare i potenziali impatti negativi sull’ambiente, i diritti umani, la privacy e altri aspetti rilevanti. Adozione di misure di sicurezza: le aziende devono implementare misure di sicurezza adeguate per prevenire attacchi informatici, violazioni della privacy e altri rischi legati all’uso dell’IA. Queste misure possono includere l’implementazione di crittografia, la protezione dei dati personali e l’uso di procedure di sicurezza appropriate. Trasparenza e accountability: le aziende devono essere trasparenti riguardo all’uso dell’IA e le sue implicazioni. Devono fornire informazioni chiare e comprensibili sul funzionamento dell’IA utilizzata, i dati utilizzati per l’addestramento e le decisioni prese dalla macchina. Inoltre, devono assumersi la responsabilità delle azioni e delle conseguenze causate dall’IA. Rispetto dei diritti umani: le aziende devono garantire che l’uso dell’IA rispetti i diritti umani fondamentali, evitando discriminazioni, violazioni della privacy e altre pratiche che possano ledere i diritti delle persone. Monitoraggio e valutazione continua: le aziende devono monitorare costantemente l’uso dell’IA, raccogliendo dati sull’efficacia, gli impatti e i potenziali rischi. Devono anche revisionare le politiche e le procedure in modo da adeguarle agli sviluppi tecnologici e alle nuove scoperte nel campo dell’intelligenza artificiale. Le misure effettive da adottare possono variare a seconda delle specifiche esigenze e dell’ambito di utilizzo dell’IA all’interno di ciascuna organizzazione. Per questo per il CIO è fondamentale tenersi al passo con l’evoluzione tecnologica e normativa, collaborando da vicino con le altre funzioni aziendali e diventando sempre più “multidisciplinare”.https://www.cio.com/article/644452/ai-act-lue-fa-bene-a-tutelare-i-diritti-delle-persone-ma-la-legge-ha-3-grandi-lacune.html @PRODUZIONE RISERVATA

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Security by design nel mondo OT e IoT industriale: la sfida per Industria 4.0

30 Giugno 2023

Articolo a firma di Luca Rubaga - Managing Director Sirti Digital Solutions - Cybersecurity360 Con la trasformazione digitale in atto le infrastrutture OT (Operational Technology) utilizzano sempre di più tecnologie largamente diffuse come server, virtualizzazione, storage, reti IP o sensori IP (IoT) e questo porta alla presenza di concrete vulnerabilità tecniche IT nelle reti OT. Ecco le sfide da affrontare. ell’attuale era digitale, elementi come una forza lavoro più distribuita, nuove modalità di interazione con i clienti o il ripensamento della supply chain, hanno portato a un’espansione del perimetro potenzialmente soggetto ad attacchi malevoli verso quello che è il vero patrimonio di ogni azienda: le informazioni. Una mole di dati in continua crescita, causata anche da tecnologie come l’IoT (Internet of Things) che stanno rivoluzionando ogni settore di mercato, da quello sanitario a quello industriale, richiedono approcci alla cyber security molto più evoluti e non più ancorati a un passato in cui lo scenario generale era decisamente diverso e meno complesso. Le vulnerabilità della convergenza tra OT e IoT Per le infrastrutture OT (Operational Technology) di automazione industriale – definite da Gartner come “l’insieme di hardware e software che rileva o causa cambiamenti attraverso il monitoraggio o il controllo diretto di dispositivi fisici, processi ed eventi di un’impresa” – in passato si sceglieva di seguire due diversi criteri di protezione: la segregazione dell’infrastruttura, ovvero la separazione degli impianti di monitoraggio e controllo da quelli del comune IT; oppure la security by obscurity, che consiste nel confidare nella scarsa diffusione delle informazioni sulle tecnologie in campo e sulla loro specifica configurazione. Due strategie ormai divenute inadeguate, perché con la trasformazione digitale in atto le infrastrutture OT (Operational Technology) utilizzano sempre di più tecnologie largamente diffuse come server, virtualizzazione, storage, reti IP o sensori IP (IoT, Internet of Things). Questo porta alla presenza di concrete vulnerabilità tecniche IT nelle reti OT (Operational Technology), ma anche a servizi di gestione IT applicati all’OT (Operational Technology) in modo non sempre adeguato allo scopo. Le reti OT (Operational Technology) sono da tempo oggetto di attacchi mirati, proprio perché assicurano l’accesso a infrastrutture critiche che, se colpite, determinano danni rilevanti. Le conoscenze sulle tecnologie OT (Operational Technology) sono sempre più diffuse. La coesistenza tra infrastrutture OT (Operational Technology), anche datate e frutto di progetti che non hanno considerato i rischi cyber, e componenti IoT (Internet of Things) per loro natura altamente connesse, ma dotate di scarsa capacità elaborativa a bordo (ovvero di capacità cogente di proteggersi da attacchi) rendono questi ambiti teoricamente molto vulnerabili. Le sfide per Industria 4.0 La quarta rivoluzione industriale, annunciata nel 2016, avviata dal Piano Nazionale Industria 4.0 e sostenuta con i fondi del PNRR, sta ampliando in modo sensibile i campi di utilizzo delle tecnologie digitali al mondo industriale. Questa espansione, talvolta non adeguatamente compresa rispetto ai rischi cyber che implica, richiede a tutti gli operatori del mercato un salto di consapevolezza e competenze che si inizia a osservare sia sul fronte delle soluzioni tecnologiche e sia su quello dei requisiti posti dai clienti. Ciò richiede la realizzazione di complesse infrastrutture tecnologiche il cui scopo è quello di distribuire sul territorio delle stazioni di prossimità per la raccolta di telemetrie da sensori specializzati e di inviare le informazioni raccolte a dei sistemi centrali di monitoraggio. Queste soluzioni prevedono l’impiego di componenti tipicamente OT (Operational Technology) integrate con soluzioni IT di edge computing e sensori IoT (Internet of Things). Il tutto installato in contesti di campo e in ambienti non presidiati. Si tratta proprio di uno dei tipici scenari a rischio descritti in apertura. La security by design nel mondo OT e IoT industriale All’interno di questi progetti di monitoraggio infrastrutturale, emerge un’accresciuta sensibilità delle stazioni appaltanti verso il rispetto dei requisiti di sicurezza cyber sin dalla progettazione. Requisiti che risultano strutturati, attinenti al contesto applicativo, con riferimenti agli standard internazionali, ai diversi framework di sicurezza e alle buone pratiche di mercato. Ciò testimonia il percorso di crescita nella consapevolezza del mercato sui rischi cyber, sollecitato anche da azioni normative e di sensibilizzazione condotte a livello nazionale ed europeo. In termini operativi, si è riscontrato anche il richiamo a strumenti di modellazione del contesto di rischio (threat model) personalizzati per il particolare ambito OT (Operational Technology)/IoT (Internet of Things), così come il rinvio a misure di sicurezza selezionate per gli OSE e applicabili proprio alle infrastrutture OT (Operational Technology)/IoT (Internet of Things) e che sintetizzano i controlli proposti da diversi standard attinenti al contesto. Si tratta di un’occasione importante per avviare un percorso di trasformazione “culturale” del mercato nazionale, che può trovare negli operatori del settore il volano per veicolare dalle grandi aziende a quelle più piccole un corretto approccio ai rischi cyber nel contesto di riferimento. https://www.cybersecurity360.it/soluzioni-aziendali/security-by-design-nel-mondo-ot-e-iot-industriale-la-sfida-per-industria-4-0/ @PRODUZIONE RISERVATA

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Dichiarazione di Sostenibilità del Gruppo Sirti

22 Giugno 2023

Dichiarazione di Sostenibilità 2022 - Il Gruppo Sirti ha adottato una strategia incentrata sulla crescita sostenibile nel tempo, la valorizzazione delle persone, la sensibilità al contesto sociale e la riduzione degli impatti ambientali diretti e indiretti. A questo scopo è stato avviato il “Sirti Sustainability Program’’, un programma di impegni e azioni volte al miglioramento delle performance di Sostenibilità economica, ambientale e sociale, tanto nel breve termine quanto nel lungo periodo sia del Gruppo che della sua intera catena del valore. La Dichiarazione di Sostenibilità 2022 è stata redatta secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) applicando il principio della doppia materialità, considerando sia l’impatto delle proprie attività sia il modo in cui le tematiche di sostenibilità incidono sull’impresa.              @PRODUZIONE RISERVATA

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Sirti Telco Infrastructures, Gressani: “Per Ftth e 5G sfida contro il tempo”

7 Giugno 2023

Articolo a firma di Michele Gressani, Managing Director di Sirti Telco Infrastructures per Telco per l'Italia. Bisogna spingere l’infrastrutturazione per abilitare la trasformazione digitale e traguardare gli obiettivi del Pnrr. Fondamentali le competenze: necessario creare percorsi solidi che puntino alla riconversione professionale e alla specializzazione negli ambiti tecnologici. L’azienda a Telco per l’Italia il 15 giugnoL​a trasformazione digitale delle reti è un elemento fondamentale per garantire la competitività delle imprese e dell’intero Paese.  Questa opportunità straordinaria, tuttavia, comporta una serie di sfide di sistema che richiedono un approccio organico e olistico.Ftth e 5G, sfida contro il tempo Uno degli ostacoli principali è il tempo necessario per realizzare le infrastrutture di rete Ftth e 5G, che rappresentano servizi essenziali per abilitare il concetto stesso di digitalizzazione. In aggiunta, è fondamentale affrontare il tema dell’aggiornamento delle competenze, soprattutto considerando l’evoluzione accelerata del mercato. In questo contesto, è vitale creare percorsi solidi che puntino alla riconversione professionale e alla specializzazione negli ambiti tecnologici legati ai programmi Ftth e 5G, al fine di formare figure chiave per guidare l’evoluzione e la gestione delle reti che supporteranno la digitalizzazione del nostro Paese.Competenze, il programma New skills to build the future Un esempio concreto di tale impegno è il programma “New skills to build the future” avviato da Sirti Telco Infrastructures nel 2022. Attraverso questo programma, sono state erogate oltre 600mila ore di formazione e sono state completate le riconversioni professionali di oltre 250 colleghi con una significativa esperienza lavorativa pregressa. L’obiettivo di questo impegno è rafforzare l’azienda per affrontare le sfide legate a una serie di progetti in fase di avvio, come le aree grigie, quelli legati al Pnrr o il 5G, che comprendono un’ampia gamma di temi tecnologici e richiedono per l’esecuzione grandi competenze specialistiche capaci di governarne la grande complessità. Le reti pilastro del futuro Il futuro richiederà sempre di più l’integrazione e la gestione di tecnologie all’avanguardia, nonché l’implementazione diffusa di metodologie di sviluppo e automazione. In un mondo in cui le città e le fabbriche saranno sempre più connesse e intelligenti e gli ospedali saranno in grado di fornire servizi di prevenzione a distanza, le reti continueranno a essere il fondamento su cui costruire questa evoluzione e trasformare tutto ciò in realtà. Diventa evidente che le competenze, la capacità di operare con efficacia su tutto il territorio nazionale e la conoscenza di strumenti avanzati faranno la differenza per gli operatori del settore delle telecomunicazioni e per il futuro del nostro Paese.Sirti Telco Infrastructures abilitatore della trasformazione digitale Sirti Telco Infrastructures Spa, azienda del Gruppo Sirti, si posiziona come leader in Italia nel settore dei servizi per le Telecomunicazioni e ha registrato ricavi per 517 milioni di euro nel 2022. Grazie a un’esperienza e una conoscenza approfondite dell’industria, maturate in oltre un secolo di storia, al proprio personale operativo distribuito sul territorio e alla vasta rete di partner, l’azienda fornisce a service provider e a player infrastrutturali servizi di progettazione, realizzazione e manutenzione di reti e siti per le telecomunicazioni. Il suo impegno quotidiano consiste nel garantire la continuità dei servizi delle infrastrutture delle telecomunicazioni, dalla singola linea utente fino ai backbone, ai data center e alle centrali più strategiche, in questo modo, svolge un ruolo essenziale nell’abilitare la trasformazione digitale del Paese.https://www.corrierecomunicazioni.it/telco/sirti-telco-infrastructures-gressani-per-ftth-e-5g-sfida-contro-il-tempo/ @PRODUZIONE RISERVATA

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Sirti Digital Solutions, Rubaga: “Edge computing e IoT per trasformare le reti”

1 Giugno 2023

Articolo a firma di Luca Rubaga, Managing Director di Sirti Digital Solutions per Telco per l'Italia. Esistono due trend tecnologici chiave nel processo di trasformazione digitale delle reti, e in generale di digitalizzazione dell’intero Paese. Si tratta dell’edge computing e dell’Internet of Things ossia “l’internet delle cose”, che descrive la rete degli oggetti con sensori, software e altre tecnologie integrate e che permette di connettere e scambiare dati con altri dispositivi e sistemi. Questi saranno i protagonisti delle infrastrutture del futuro. La sfida 5G Grazie alla diffusione del 5G, l’edge computing consente di elaborare e analizzare i dati in prossimità delle sorgenti di generazione, migliorando l’efficienza complessiva del sistema e riducendo considerevolmente, rispetto ai modelli tradizionali, la necessità di elaborare i dati in un data center remoto. In questo contesto, facendo leva sull’IoT, la capacità di raccogliere, analizzare e gestire i dati vicino alla loro origine consente di garantire i requisiti di servizio a quelle applicazioni che richiedono tempi di risposta particolarmente ridotti. Le applicazioni, infatti, possono beneficiare di un percorso dei dati più breve verso una vicina piattaforma di edge, invece che verso un cloud centralizzato e distante. Fondamentale il ruolo dei system integrator In questo scenario – che caratterizzerà in maniera crescente lo sviluppo delle reti nei prossimi mesi e presenta complessità significative – risulta di fondamentale importanza l’intervento di system integrator specializzati come Sirti Digital Solutions. Oltre alla selezione e configurazione dei dispositivi edge, allo sviluppo di software e all’integrazione con i sistemi esistenti, un player come Sirti Digital Solutions è in grado offrire alle organizzazioni un supporto anche nel ruolo di advisor tecnologico, con il compito di valutare lo sviluppo dei progetti in base alle diverse complessità delle infrastrutture. La mission di Sirti Digital Solutions Sirti Digital Solutions Spa è l’azienda del Gruppo Sirti specializzata nella system integration e nella trasformazione digitale. Grazie al nostro ampio portfolio di soluzioni e alle nostre competenze tecnologiche specialistiche e le capacità operative siamo in grado di abilitare il settore pubblico e privato alla digitalizzazione. Con un team di 450 professionisti e più di 1.700 certificazioni tecnologiche personali sviluppa ricavi per circa 226 milioni di euro (anno 2022) nel solo comparto delle soluzioni digitali. L’azienda progetta, realizza e manutiene soluzioni innovative in ambito IoT, cyber security, networking, cloud, data center e impianti tecnologici e garantisce il supporto attraverso una consolidata struttura di Managed Services attivi in modalità h24/7. Una vasta rete di partnership con i più influenti player tecnologici di livello globale come Cisco, Nokia, Juniper, HpeAruba, Fortinet e la sistematica adozione del paradigma dell’open innovation completa una value proposition che rende Sirti Digital Solutions tra i più qualificati partner di riferimento sul mercato italiano per lo sviluppo della trasformazione digitale del Paese. https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/sirti-digital-solutions-rubaga-edge-computing-e-iot-per-trasformare-le-reti/ @PRODUZIONE RISERVATA

Articoli
GRUPPO SIRTI: EBITDA normalizzato IN CRESCITA DEL 45% NEL 2022

2 Maggio 2023

Il 2022 si è chiuso con ricavi pari a 743 milioni di euro (+11% vs 2021) e un EBITDA normalizzato di 58 milioni di euro (+45% vs 2021). Completato il Piano di Trasformazione Competitiva con due anni di anticipo rispetto ai target annunciati.Presentato il Piano Industriale al 2027: obiettivo ricavi superiori ad 1 miliardo di euro, redditività superiore al 10%, oltre 1.000 assunzioni, grazie alla trasformazione digitale delle reti e al processo di digitalizzazione del Paese. Milano, 28 aprile 2023 – Il Gruppo Sirti – player di riferimento nello sviluppo delle infrastrutture di rete e dei servizi digitali e di cybersecurity – chiude il 2022 con risultati in crescita e annuncia il completamento del Piano di Trasformazione Competitiva con due anni di anticipo rispetto ai target annunciati. Sirti ha fatto registrare nel 2022 ricavi pari a 743 milioni di euro, in incremento dell’11% rispetto ai 667 milioni di euro del 2021 (+76 milioni di euro). La società ha inoltre riportato un significavo balzo dell’EBITDA pari al +45% rispetto all’anno precedente – normalizzato per gli effetti dollaro e rivalutazione TFR – passando dai 40 milioni di euro del 2021 agli attuali 58 milioni di euro. Sirti vanta un backlog di contratti assegnati e ordini pari a circa 1,4 miliardi di euro e una Posizione Finanziaria Netta 2022 pari a 100,5 milioni di euro. Performance significative nel 2022 per le due principali società del Gruppo. Sirti Telco Infrastructures hanno fatto registrare ricavi pari a 517 milioni di euro, con un +12% rispetto al 2021 e un EBITDA normalizzato in crescita del +40% a 34,6 milioni, Sirti Digital Solutions ha chiuso il 2022 con ricavi pari a 226 milioni di euro (+11% rispetto all’anno precedente) e un EBITDA normalizzato di 23,3 milioni di euro, in crescita del +50% se comparato con il 2021. Presentato, inoltre, il Piano Industriale al 2027 che prevede il raggiungimento di oltre 1 miliardo di euro di ricavi, un EBITDA di oltre 100 milioni di euro e oltre 1.000 assunzioni. Tali obiettivi si fondano sulla posizione di leadership nello sviluppo e la gestione delle infrastrutture e, sfruttando competenze distintive in ambito networking e conoscenza del mercato, sulla crescente presenza nell’area dei servizi digitali, in particolare cybersecurity e IoT. Pubblicata anche, su base volontaria, la Dichiarazione di Sosteniblità 2022, contenente informazioni selezionate in base ad una struttura analisi di ''doppia materialità'' in linea con la recente Direttiva UE2022/2464 del 14 dicembre 2022. “Grazie alla valorizzazione delle competenze storiche nel ramo Telco e all’incremento del focus strategico su soluzioni digitali, innovazione tecnologica e creazione di nuove competenze interne, Sirti è oggi un punto di riferimento nel processo di trasformazione digitale delle reti e di digitalizzazione dell’intero Paese”, ha commentato Laura Cioli, Ceo del Gruppo Sirti. “Uno degli elementi fondamentali di questo percorso è stata la costruzione di una squadra di top manager di alto livello, nata dalla combinazione di professionisti già presenti in società e nuovi colleghi con competenze distintive provenienti da background aziendali diversi. Oggi siamo una realtà capace di trasformarsi continuamente, velocemente e in modo sostenibile, saldamente ancorata a una forte cultura ‘del fare’. Questa evoluzione ci sta permettendo di cogliere nuove opportunità di crescita in un contesto estremamente competitivo, ma con significativi spazi derivanti dallo sviluppo delle infrastrutture di rete e dalla transizione digitale in atto”. @RIPRODUZIONE RISERVATA

UFFICIO STAMPA SIRTI

Barabino & Partners

Luciano Majelli, l.majelli@barabino.it  

Federico Zoni Berisso, f.zoniberisso@barabino.it